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Sarcoma tessuti molli, buon controllo con chemio più radio


11 ottobre 2011

Uno studio presentato al congresso della American Society for Radiation Oncology (ASTRO), a Miami, ha evidenziato che in pazienti colpiti da sarcoma dei tessuti molli ad alto rischio un regime combinato chemio più radioterapia sembra essere efficace nel fornire un controllo locale del tumore a lungo termine della malattia e permettere le sopravvivenza senza necessità di amputazione.

In base ai risultati ottenuti, gli autori concludono che il loro studio pilota dimostra la fattibilità di una chemioradioterapia basata su ciclofosfamide ed etoposide, con risultati eccellenti sul lungo periodo in termini di controllo locale e conservazione degli arti.

Gli autori dello studio, guidati da Daniel Indelicato, del Proton Therapy Institute dell’Università della Florida, di Jacksonville, hanno preso in esame gli outcome di 15 pazienti trattati con la combinazione di chemioterapia e radiazioni e li hanno confrontati con 30 casi scelti come controlli sottoposti solo alla radioterapia preoperatoria, ma non alla chemioterapia.

Il regime chemioterapico era costituito da ciclofosfamide 300 mg/m2 più etoposide 100 mg/m2 per via endovenosa ogni 12 ore per un totale di 6 dosi ai giorni 1, 2, 3 di un ciclo di 21 giorni. Le radiazioni sono state somministrate alla dose di 50,4 Gy in frazioni di 1,2 Gy due volte al giorno. I pazienti di controllo avevano caratteristiche simili ai casi per dimensioni e localizzazione del tumore, sesso, grado della malattia e stadio T.

Quindici pazienti sono stati sottoposti a due cicli di chemioterapia in contemporanea con la radio e quattro cicli di chemio adiuvante con ciclofosfamide ed etoposide come parte di un nuovo regime preoperatorio chemioradioterapico mirato alla conservazione degli arti nei pazienti con sarcoma dei tessuti molli delle estremità ad alto rischio. Tutti i tumori erano di alto grado con una dimensione media di 13 cm (range: 3-35 cm).

Nei pazienti trattati con due cicli di chemioterapia in contemporanea con la radio e poi con quattro cicli di chemio adiuvante a base di etoposide la sopravvivenza globale a 10 anni è stata del 67% a fronte di una sopravvivenza globale del 43% nel gruppo di controllo (P = 0,009). Si è anche osservato un trend verso un  miglioramento della sopravvivenza causa-specifica, risultata del 73% nel gruppo trattato con il regime combinato chemioradioterapico contro 55% nei controlli (P = 0,12).

In più, il 100% dei pazienti trattati con la chemioterapia hanno raggiunto un controllo locale della malattia, contro il 91% dei pazienti trattati solo con la radioterapia (P = 0,29) e circa il 93% ha raggiunto il controllo locale e la sopravvivenza senza necessità di amputazione rispetto all’85% dei controlli (P = 0,49). Infine, circa il 53% dei pazienti del primo gruppo ha raggiunto la sopravvivenza senza metastasi a distanza rispetto al 50% dei controlli (P = 0,78).
Tuttavia, i ricercatori hanno anche osservato che se le metastasi erano operabili, i pazienti trattati anche con la chemio avevano una maggiore probabilità di ottenere ancora una cura della malattia. Infatti, tre dei sette pazienti trattati con la chemioterapia sono sopravvissuti dopo l'intervento di rimozione delle metastasi, mentre non è sopravissuto nessuno dei 15 controlli.

Durante la sua presentazione, Indelicato ha comunque osservato che il più alto tasso di guarigione osservato nei pazienti che sviluppano metastasi dopo la chemioradioterapia richiede un’ulteriore validazione.
Sul piano della safety, è da notare che sebbene sia stata osservata una tossicità ematologica nel gruppo di paziento trattati anche con la chemioterapia, il tasso di complicanze di grado superiore al 3 è risultato simile nei due gruppi.

D. Indelicato, et al. Concurrent and Adjuvant Cyclophosphamide and Etoposide With Preoperative Radiotherapy for High-Risk Extremity Soft Tissue Sarcoma: A Matched-Pair Analysis With 20-Year Follow-Up. ASTRO 2011; abstract 2988
© Riproduzione riservata

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Data ultimo aggiornamento: 31 luglio 2014

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