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Immunoterapia aumenta la sopravvivenza nei tumori avanzati


09 aprile 2012

I pazienti oncologici che presentano la malattia in fase avanzata e metastatica mostrano un miglioramento della sopravvivenza a 5 anni se trattati con una immunoterapia di mantenimento che aumenta i livelli delle cellule natural killer. E’ quanto emerso da uno studio condotto da Francesco Recchia e colleghi dell’Ospedale Civile di Avezzano, presentato in occasione del Congresso dell’American Association for Cancer Research (AACR).

Nello studio, i pazienti con diverse tipologie di tumori in stadio IV hanno mostrato un miglioramento della sopravvivenza a 5 anni dopo aver ricevuto una terapia costituita da interleuchina 2 e acido 13 cis retinoico.

Il trial ha arruolato 500 soggetti con tumori solidi in stadio avanzato che avevano ottenuto la stabilizzazione della patologia a seguito del trattamento chemioterapico. Durante lo studio i pazienti si sono autosomministrati IL-2 per via sottocutanea e acido 13 cis retinoico per via orale per 5 giorni a settimana per un periodo di tre settimane, più una settimana di interruzione della terapia. Il trattamento è durato un anno, seguito da una terapia intermittente fino a 5 anni o fino alla progressione della patologia.

L’obiettivo principale dello studio era determinare se l’immunoterapia era in grado di aumentare i livelli delle cellule natural killer e ridurre i livelli di VEGF. Gli endpoint secondari dello studio erano la sopravvivenza libera dalla malattia, la sopravvivenza generale e la tossicità. I parametri sono stati valutati ogni quattro mesi.

Durante un follow-up medio di cinque anni i livelli delle cellule natural killer sono aumentati da 309 pg/mm3 a 579 pg/mm3 (P<0,001) e i livelli medi di VEGF si sono ridotti da 520 pg/mm3 a 150 pg/mm3 (P<0,001).

Gli eventi avversi più frequenti erano di tipo cutaneo di grado 2 che sono stati osservati nel 20% dei partecipanti, seguiti da febbre nel 13% dei pazienti.

La sopravvivenza libera dalla malattia a 5 anni era del 32,6% e la sopravvivenza generale del 36,8%.

Gli esperti hanno inoltre confrontato la sopravvivenza generale a cinque anni dei partecipanti allo studio rispetto ai dati storici contenuti nel NCI Surveillance, Epidemiology, and End Results program.

Da questa analisi è emerso che la sopravvivenza generale a cinque dei pazienti trattati con l’immunoterapia con cancro alla mammella era del 42,7%, rispetto al 23,3% dei dati storici, del 26,4% vs 3,6% per i soggetti con tumore al polmone, del 43,6% vs l’11,7% per i soggetti con tumore al colon retto e del 23% vs l’11% per quelli con tumore renale.

Come spiegato dagli autori, IL-2 non causa cros-resistenza alla chemioterapia e migliora la linfocitopenia associata alle neoplasie, mentre l’acido retinoico ha proprietà immunomodulatorie e aumenta l’effetto dell’IL-2. Queste molecole, oltre ad essere efficaci risultano anche meno costose rispetto alle attuali terapie di mantenimento dei tumori in stadio avanzato.

Recchia F, et al "Extended phase II study of maintenance immunotherapy in advanced cancer" AACR 2012; Abstract 5366

© Riproduzione riservata

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Data ultimo aggiornamento: 30 giugno 2015

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