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Incidenza di rifrattura nelle pazienti con frattura del femore. Dati italiani a 5 anni


17 settembre 2013

Nell’ambito del progetto di informazione sull’osteoporosi denominato “Stop Alle Fratture”, è stata condotta un’analisi per la stima del rischio di rifrattura nelle pazienti con pregressa frattura di femore, a livello nazionale e regionale, nell’arco temporale dei prossimi 5 anni, e della possibile riduzione di tale rischio mediante il miglioramento dell’aderenza ai percorsi diagnostici e terapeutici raccomandati dalle Linee Guida. Tale analisi è stata ritenuta opportuna per fornire un supporto empirico nel processo di programmazione degli interventi assistenziali e di allocazione del fabbisogno sanitario.

Sono state utilizzate le tavole ISTAT per definire la consistenza demografica della popolazione di assistibili di sesso femminile ultra sessantacinquenni, a livello nazionale e regionale (Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia) e per un arco temporale di 5 anni. Su tale consistenza sono stati proiettati i risultati di una precedente analisi condotta su un campione di ASL per stimare il numero di pazienti con frattura del femore, l’esposizione al trattamento farmacologico, il tasso di rifrattura e la riduzione dei rischio di rifrattura ottenibile da un miglioramento dell’aderenza al trattamento.[1]

A livello nazionale, la percentuale di donne ultrasessantacinquenni è pari a circa un quarto sulla popolazione totale, in incremento dal 2012 (23.2%) al 2017 (23.8%). Tale tendenza ad incremento risulta evidente anche per ognuna delle Regioni considerate (Lombardia +2.5%, Veneto +2.6%, Toscana +1.5%, Lazio +4.4%, Puglia +10.0%, Sicilia +6.7%). 

All’interno della quota di donne ultrasessantacinquenni, inoltre, anche la percentuale di ultraottantacinquenni (le cosiddette “grandi anziane”) è in aumento (dal 16.7% nel 2012 al 17.3% nel 2017). Anche questo fenomeno è trasversale a livello regionale (Lombardia +13.0%, Veneto +9.7%, Toscana +8.1%, Lazio +11.5%, Puglia +16.9%, Sicilia +13.1%).

Secondo l’analisi condotta, il numero atteso di donne ultrasessantacinquenni con prima frattura del femore associata ad osteoporosi è in incremento dal 2012 (45,056 casi) al 2017 (48,115 casi), sia a livello nazionale (+6.8%) sia a livello regionale (Lombardia +8.9%, Veneto +8.3%, Toscana +6.6%, Lazio +13.1%, Puglia +10.5%, Sicilia +8.0%). Come atteso, l’invecchiamento della popolazione è risultato il principale fattore di tale incremento del numero di pazienti con fratture di femore.

In questa situazione, ipotizzando un livello di esposizione al trattamento farmacologico invariato nell’arco temporale considerato (34% delle pazienti con frattura del femore), anche il numero di rifratture risulta in incremento dal 2012 (6,317 pazienti) al 2017 (6,744 pazienti), sia a livello nazionale che a livello regionale. 

Diversamente, se, nell’arco temporale considerato di un anno, ci fosse un incremento dell’esposizione al trattamento (per il complesso delle pazienti con frattura de femore), allora il numero di rifratture risulterebbe significativamente inferiore a quello atteso sia a livello nazionale (dai 6,744 casi attesi a 4,258 casi) sia a livello regionale (Lombardia, dai 1,135 casi attesi a 716 casi, Veneto, dai 556 casi attesi a 351 casi, Toscana, dai 477 casi attesi a 301 casi, Lazio, dai 644 casi attesi a 407 casi, Puglia, dai 430 casi attesi a 271 casi, Sicilia, dai 515 casi attesi a 325 casi).

L’analisi condotta ha evidenziato che, per effetto di un progressivo invecchiamento della popolazione (che, per definizione, è un fattore non modificabile), il numero atteso di pazienti con frattura del femore e di pazienti con rifrattura è in crescita e, con esso, i costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale. In tale contesto, di conseguenza, appare opportuno insistere su quei fattori, quali la adeguata prevenzione (che, viceversa, è un fattore modificabile), associati ad un miglioramento dello stato di salute ed ai costi assistenziali del paziente.

L. Degli Esposti, L. Sinigaglia, M. Rossini, S. Adami, C. Cagnoni, C. Magliaro, C. Veronesi, S. Buda, S. Minisola. Adherence to therapeutic and diagnostic recommendations in patients with femur fracture and at risk of re-fracture or death: results of an analysis of administrative databases. Reumatismo. 2012; 64 (1): 18-26.

U Tarantino, S Ortolani, L Degli Esposti, C Veronesi, S Buda, ML Brandi. Analisi dei costi e delle conseguenze dell'aderenza al trattamento nelle pazienti con frattura di femore. Risultati di un'analisi longitudinale di database amministrativi. Clinical Cases in Mineral and Bone Metabolism. 2011; 8(1): 1-6.

© Riproduzione riservata

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Data ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2014

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