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Tadalafil, parere positivo per l'ipertrofia prostatica benigna


23 settembre 2012

Il Comitato di esperti dell’Agenzia del farmaco europea ha dato parere positivo a una nuova indicazione per  tadalafil: il trattamento dei segni e i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna in maschi adulti, compresi coloro che presentano anche disfunzione erettile. Le due patologie spesso sono coesistenti anche se non statisticamente correlate. Dal 2002 il farmaco è approvato per la terapia della disfunzione erettile.

In due studi clinici, uomini con IPB hanno assunto 5 mg al giorno di tadalafil presentando un significativo miglioramento dei sintomi della malattia rispetto agli uomini trattati con placebo. Gli studi hanno basato i loro risultati su una riduzione secondo l’Internazional Prostate Symptom Score (IPSS).

In un terzo studio, uomini affetti sia da DE che da IPB hanno assunto 5 mg al giorno di tadalafil e hanno mostrato un miglioramento dei sintomi di entrambe le patologie rispetto agli uomini che assumevano placebo. I miglioramenti di DE sono stati misurati con Erectile Function domain score dell’International Index Of erectil Function.

Tadalafil si unisce a una lunga lista di altri farmaci approvati per curare i sintomi correlati alla IPB: alfuzosina, doxazosin, dutasteride, dutasteride più tamsulosina (non ancora in commercio in Italia), finasteride, tamsulosina, terazosina, ed ultimamente la  silodosina.

Ovviamente rimane fortemente controindicata la associazione del tadalafil con farmaci appartenenti alla categoria dei nitrati come la nitroglicerina poiché la associazione può indurre un pericolosissimo abbassamento della pressione arteriosa sanguigna. È anche sconsigliata la associazione con farmaci appartenenti alla classe degli alfa litici (alfuzosina, tamsulosina, terazosina) in quanto anche questa associazione teoricamente potrebbe indurre un brusco calo pressorio anche se non ci sono evidenze cliniche significative.

L’ipertrofia prostatica è la crescita eccessiva e benigna del tessuto prostatico che si manifesta con l’andare degli anni. Sono moltissimi gli uomini che soffrono di ipertrofia prostatica: circa il 5-10% degli uomini di 40 anni, il 60% di chi ha più di 60 anni e addirittura l’80% degli uomini con più di 80 anni. Se nella maggior parte dei casi questo evento progressivo non dà grossi problemi, il 30% dei pazienti oltre i 65 anni presenta invece sintomi che possono compromettere in maniera molto pesante la qualità della vita. I sintomi riguardano le vie urinarie inferiori: aumento dell’esigenza di mingere soprattutto di notte, difficoltà a mingere, sensazione di avere ancora la vescica piena anche una volta completata la minzione. Nei casi più gravi si può arrivare nel lungo termine alla ritenzione idrica causata dall’ostruzione completa dell’uretra da parte della prostata ipertrofica e quindi all’insufficienza renale. Le terapie farmacologiche utilizzate nel trattamento dell’ipertrofia prostatica (alfa-bloccanti e inibitori della 5a-reduttasi) non sono in grado di essere efficaci in tutti i casi. Se la terapia farmacologica non dà risultati è necessario sottoporsi a un intervento chirurgico.



© Riproduzione riservata

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Data ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2015

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