Info     Archivio Newsletter     Video interviste  
 
Homepage
2015
Cerca nel sito
Effettua la ricerca

Altri articoli della sezione
Altre News
Colera, una sola dose del vaccino può salvare più vite
Ricerca Telethon: scoperta a Palermo la molecola che “accende” il Dna
Ogni minuto in Africa un bambino muore di malaria. L'impegno di Amref Health Africa
Ebola, funziona al 100% il vaccino di Merck. Testato in Guinea su oltre 4mila persone
Testosterone non aumenta il rischio di TEV negli uomini con deficit dell'ormone

Ultime 5 notizie
pubblicate sul sito
Trial CIRCUS, risultati deludenti: la ciclosporina pre-PCI nello STEMI non migliora outcome cinici
Clostridium difficile, bassa aderenza alle linee guida nel trattamento ambulatoriale
Baxalta si compra Ariad?
Meta-analisi su Lancet, piccola ma significativa associazione tra antiepilettici e outcome avversi in gravidanza
Artrite reumatoide, documentati benefici legati all'impiego della pillola contraccettiva

Interviste
Rapporto OsMed 2014: relazione integrale del prof. Pani
Rapporto OsMed 2014: relazione integrale del dott Russo
Rapporto OsMed: dati e novità sulla spesa farmaceutica nel 2014
Rapporto OsMed 2014: dall'appropriatezza d'uso dei farmaci ai registri di monitoraggio
Come si fa la ricerca sui farmaci orfani?
Oftalmologia e trapiantologia, la ricerca Dompè sui farmaci orfani
Partnership pubblico-private nella ricerca sui farmaci orfani, il caso Holostem


Ultima Newsletter
Rapporto OsMed, nel 2014 spesi 26,6 mld; calano antidepressivi e antibiotici
Italia
Ema
Fda
Cardio
Dolore
Gastro
Neuro
OncoEmato
Orto-Reuma
Pneumo
Altri Studi
Business



Virus Ebola: “mai arrivato tanto a Nord, ma non vi è motivo di ritenere che possa diffondersi al di fuori dall'Africa”


04 aprile 2014

“L’Ebola non si è mai mosso dall’area geografica dove si è verificata la malattia. I pochissimi casi che si sono visti fuori dall’Africa hanno coinvolto persone che hanno raggiunto i paesi d’origine per farsi curare. La catena del contagio tende ad arrestarsi rapidamente, e raramente supera il primo contatto”, spiega il Prof. Massimo Galli, infettivologo SIMIT.
 
Il ceppo di virus Ebola più letale,detto Ebola-Zaire, ha ucciso fino al 90 % dei contagiati. In passato le epidemie hanno trovato negli ospedali locali, dotati di mezzi inadeguati a limitare il contagio, il luogo della loro amplificazione. La preparazione dei corpi alla sepoltura, che coinvolge in alcuni paesi l’intero gruppo familiare, ha rappresentato un ulteriore volano per la diffusione della malattia in alcune situazioni.

“L’allarme a livello locale – spiega il Prof. Massimo Galli, Professore Ordinario di Malattie Infettive all'Università di Milano e Segretario della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali - è assolutamente dovuto e va mantenuto fino al contenimento della malattia: va tuttavia ricordato che fino ad ora le epidemie da Ebola non si sono mai estese oltre un raggio di poche decine di chilometri dal punto in cui si sono generate.(escludendo ovviamente i pochi casi in persone che sono riuscite a farsi curare  lontano dal luogo del contagio). La catena del contagio tende ad arrestarsi rapidamente, al primo o al secondo contatto. L’infezione è contratta per contatto diretto, con persone e  animali malati e loro fluidi corporei.”

La famiglia di virus a cui Ebola appartiene, i Filoviridae, non si è certo evoluta nella nostra specie: si tratta di una sorte di ‘alieni’ che, se casualmente ci infettano, si comportano come ‘teppisti disadattati’, uccidendo un ospite che per loro non è ne abituale, ne a loro necessario per continuare a perpetuarsi come specie. In realtà le specie conosciute di Ebola sono cinque, di cui solo tre terribilmente patogene e spesso letali, mentre le altre due individuate molto meno pericolose e una, Ebola Reston, praticamente non patogena per l’uomo. Negli ultimi anni si è cominciato a capire che gli Ebola più aggressivi sono probabilmente virus di alcune specie di pipistrelli.

“In natura sono comuni forse, più di quanto si pensi – prosegue il Prof. Massimo Galli - Il più pericoloso,  Ebola Zaire, o  Zebov, ha fatto la sua prima apparizione nel 1976, nello Zaire, uccidendo l’88% dei 318 casi. Nello stesso anno nel Sud Sudan sono stati accertati altri 284 casi con il 53% di decessi. Si è in seguito scoperto che si trattava di una diversa specie virale, chiamata Ebola Sudan, che nel 2000-2001 ha causato, questa volta in Uganda un’altra epidemia, la più vasta finora registrata, con  425 casi e il 53% di decessi. Tra il 2004-2007 una nuova epidemia nel Congo data da una nuova specie virale, Ebola Bundibugyo, con 129 casi e il 25% di morti. Poi, dopo altri episodi più circoscritti, causati alternativamente dalle tre specie patogene in diversi paesi africani tra il 2009 e il 2012, quello attualmente in corso in Guinea, sorprendente, perché è l’episodio più settentrionale mai avvenuto e perché, salvo smentite,sarebbe causato da ZEboV”.

IL CONTAGIO – I ‘misteri’ che riguardano Ebola, in realtà, sono ancora molti.  Secondo un recente studio che ha coinvolto 4mila persone e più di 200 villaggi in zone che potevano essere interessate da Ebola, i sieropositivi per anticorpi contro il virus erano ben il 15% e nessuno di loro risultava  essere mai stato malato. “Delle due l’una – spiegano gli specialisti SIMIT – o esistono specie di virus non patogene per l’uomo anche nelle aree in cui possono emergere le specie più aggressive (e in questo caso gli anticorpi sono espressione di quella che chiamiamo reazione crociata), oppure esiste la possibilità di venire a contatto con il virus con cariche insufficienti per avere una infezione conclamata, ma comunque sufficienti per avere una risposta anticorpale. Potrebbe anche essere possibile che alcune persone siano naturalmente capaci di difendersi meglio”.

“La probabilità che un turista possa contagiarsi è trascurabile, poiché le aree interessate sono in genere remote, fuori dai circuiti turistici e poiché le località colpite vengono di regola chiuse all’accesso dall’esterno – prosegue il Prof. Massimo Galli - Non è una malattia trasmessa da zanzare, come la malaria (per cui consigliamo sempre di eseguire la profilassi), ne per via aerea come l’influenza. Per la trasmissione occorre un contatto fisico o coni liquidi e secreti corporei dei malati”.

SINTOMI - Gli specialisti della Simit spiegano in sintomi della malattia:
l’incubazione varia pochi giorni a circa una settimana. La malattia esordisce con febbre e altri sintomi aspecifici. Spesso compare un’eruzione cutanea di tipo maculo-papulare seguita da manifestazioni emorragiche minori sempre a livello cutaneo, per proseguire con quelle maggiori, soprattutto del tratto gastrointestinale, con vomito e diarrea emorragici (tecnicamente, ematemesi e melena) emorragie orali, genitali, anali, caduta della pressione arteriosa e insufficienza renale. Nell’arco della seconda settimana della malattia, il paziente muore senza produrre anticorpi, a differenza di coloro che riescono a sopravvivere alla malattia. L’intero sistema immunitario è coinvolto nel tentativo di montare una valida difesa, nella più parte dei casi, come si è visto, senza successo.

Una possibile buona notizia è che la ricerca per una cura procede e qualche risultato, molto preliminare e circoscritto a esperienze di laboratorio, è già stato ottenuto. In particolare sono in corso ricerche su un anticorpo monoclonale (una specie di ‘antisiero’) e su alcuni nuovi farmaci ad azione antivirale.

© Riproduzione riservata

Invia ad un amico Stampa l'articolo Diminuisci il carattere Aumenta il carattere










Energy


MedicalStar




PharmaStar
Registrazione al Tribunale di Milano
n° 516 del 6 settembre 2007
Direttore Responsabile: Danilo Magliano
Copyright ©MedicalStar™
via San Gregorio, 12 20124 Milano
info@medicalstar.it
P.Iva: 09529020019
Canali Tematici
Home
Italia
Ema
Fda
Cardio
Diabete
Dolore
Gastro
Neuro
OncoEmato
Orto-Reuma
Pneumo
Altri Studi
Business
Altre News
Quaderni

Info
Archivio Newsletter
Video interviste
Condividi
Facebook
Twitter
RSS
Invia ad un amico

Condizioni di utilizzo | Privacy | Help
Senza autorizzazione, è vietata la riproduzione anche parziale.
Data ultimo aggiornamento: 31 agosto 2015

Seguici su Facebook!
Il sito web di Pharmastar non utilizza cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie strettamente necessari per la navigazione delle pagine e di terze parti legati alla presenza dei "social plugin". Per saperne di più Accetto