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Bevacizumab delude come adiuvante nel tumore al colon


27 aprile 2009

Genentech ha reso noti i dati di uno studio di fase III, noto con la sigla NSABP C-08, condotto per valutare l'efficacia di bevacuzumab (Avastin, Roche) in associazione alla chemioterapia dopo la terapia chirurgica nel tumore al colon in fase iniziale.
Il farmaco non ha raggiunto l'end point primario  che consisteva nel miglioramento della sopravvivenza senza progressione. I dati completi dello studio verranno presentati all'ASCO a fine maggio.

Lo studio C-08 è un trial randomizzato di fase III condotto su 2.632 pazienti con tumore al colon  (adenocarcinoma in fase II o III) disegnato per valutare l'effetto  sulla sopravvivenza senza progressione della chemioterapia secondo lo schema FOLFOX (5-fluorouracile, leucovorina e oxaliplatino) con o senza l'aggiunta di bevacizumab. Lo studio è stato condotto prevalentemente in Usa. Lo studio C-08 è stato condotto dalla National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project ed era sponsorizzato dal National Cancer Institute (NCI) attraverso un accordo con Genenetch.

Dopo l'intervento chirurgico, i pazienti erano stati randomizzati a ricevere il solo FOLFOX oppure FOLFOX associate a bevacizumab (endovena ogni 2 settimane) per una durata di 6 mesi, seguiti da 6 mesi con il solo bevacizumab. L'end point secondario era la sopravvivenza globale dei pazienti.
Si tratta del primo studio condotto con questo farmaco in pazienti con tumore in fase iniziale. L'azienda si dice però fiduciosa nelle potenzialità del farmaco come terapia adiuvante nelle prime fasi del tumore e ha pianificato diversi altri studi di questo tipo. Entro il 2010 saranno disponibili i dati dello studio AVANT condotto con uno schema simile a quello dello studio C-08. Circa 26milapazienti con tumore in fase iniziale saranno coinvolti in studi con bevacizumab.
Protocollo dello studio C-08
© Riproduzione riservata

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