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Nuovo antipertensivo a doppia azione, meglio del solo ARB


17 marzo 2010

Un nuovo antipertensivo sperimentale che riduce la vasocostrizione sia bloccando il recettore dell'angiotensina (come ARB) sia inibendo la neprilisina sembra essere più efficace nella riduzione pressoria rispetto a un ARB da solo (valsartan). Lo evidenzia uno studio randomizzato di fase II, presentato al congresso dell'American College of Cardiology (ACC), da poco terminato ad Atlanta, e pubblicato in contemporanea su The Lancet.

Il farmaco, sviluppato da Novartis, e noto per ora con la sigla LCZ696, è il capostipite di una nuova classe di antipertensivi a doppia azione che bloccano il sistema renina-angiotensina e contemporaneamente rallentano la degradazione dei peptidi natriuretici. La molecola è formata dall'unione di due parti: valsartan e un nuovo inibitore della neprilisina noto come AHU377. L'inibizione della neprilisina aumenta la concentrazione dei peptidi natriuretici (che agiscono come vasodilatatori) rallentandone la demolizione, ma da sola ha dimostrato un effetto antipertensivo modesto.

Nel trial, che ha coinvolto 1328 pazienti di età compresa tra i 18 e i 75 anni con ipertensione lieve-moderata, il trattamento con LCZ696 per 8 settimane ha portato a una riduzione della pressione diastolica superiore di 2,17 mmHg (P<0,0001) rispetto a quella ottenuta dalla dose corrispondente del solo valsartan , di cui il nuovo antipertensivo è un derivato, e a un calo della sistolica maggiore di 4,20 mmHg rispetto al solo ARB (P<0,0001).
Inoltre, questa volta non si sono verificati i casi di edema angioneurotico che avevano ‘tagliato le gambe' allo sviluppo di omapatrilat, il promettente processore di LCZ696.

Bernard Waeber e François Feihl, entrambi dell'Università di Losanna e autori dell'editoriale di commento su Lancet, hanno definito il nuovo antipertensivo un farmaco dal grosso potenziale e hanno dichiarato che questi risultati incoraggianti meritano di essere approfonditi in studi clinici più ampi su ipertensione, diabete, insufficienza cardiaca e insufficienza renale.
Inoltre, secondo Michael Barrett, della Temple University di Philadelphia e chairman dell'ACC, se questi incrementi della diminuzione della pressione arteriosa dovessero essere confermati in studi successivi, LCZ696 potrebbe ottenere facilmente l'approvazione delle autorità regolatorie.




Ruilope LM, et al "Blood-pressure reduction with LCZ696, a novel dual-acting inhibitor of the angiotensin II receptor and neprilysin: a randomised, double-blind, placebo-controlled, active comparator study" Lancet 2010; DOI: 10.1016/S0140-6736(09)61966-8.


© Riproduzione riservata

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