Angioedema ereditario, bene lanadelumab in Fase III, primo inibitore della callicreina

Sono positivi i risultati di un trial di fase III condotto con il farmaco sperimentale lanadelumab in pazienti con angioedema ereditario (HAE). Lo annuncia Shire con un comunicato. Il farmaco č un anticorpo monoclonale che ha come bersaglio la callicreina plasmatica, coinvolta nell'eziopatogenesi della malattia.

Sono positivi i risultati di un trial di fase III condotto con il farmaco sperimentale lanadelumab in pazienti con angioedema ereditario (HAE). Lo annuncia Shire con  un comunicato. Il farmaco è un anticorpo monoclonale che ha come bersaglio la callicreina plasmatica, coinvolta nell’eziopatogenesi della malattia.

Il farmaco è stato utilizzato per prevenire gli attacchi di HAE o angioedema di Quincke, una malattia rara caratterizzata da gonfiore ricorrente della cute, delle mucose e degli organi interni che a volte può essere fatale.

Nello studio FASE 3 HELP, i pazienti che assumevano 300 mg di lanadelumab una volta ogni due settimane hanno dimostrato una riduzione dell'87% del numero medio di attacchi di HAE rispetto a quelli in placebo (p <0,001). Il farmaco non ha causato gravi eventi avversi.

Lo studio HELP ha arruolato 125 partecipanti, il 56% dei quali erano su regimi di profilassi per la malattia e il 65% di loro andavano incontro ad almeno tre attacchi mensili. Ha anche avuto tre bracci sperimentali che hanno testato una gamma di dosi: 300 mg due settimane, 300 mg ogni quattro settimane e 150 mg ogni quattro settimane.

La domanda di registrazione per il farmaco verrà presentata entro la fine del 2017 o inizio 2018.

COME AGISCE IL FARMACO Lanadelumab, un anticorpo monoclonale, inibisce l’azione della callicreina, bloccando potenzialmente la cascata che porta alla generazione di bradichinina.

RUOLO DEL SISTEMA DELLA CALLICREINA-CHININA  L’angioedema ereditario è causato da mutazioni che riducono la produzione o l’espressione della proteina inibitore C1 – un enzima che inibisce l’attività delle proteine coinvolte nell’ infiammazione, coagulazione del sangue e altri sistemi. Senza l’azione della proteina C1 inibitore, il sistema carellicreina-chinina (Il sistema chinina–callicreina, o più semplicemente sistema delle chinine è un sistema poco caratterizzato di proteine del sangue, che svolge un ruolo nell’infiammazione, nel controllo della pressione arteriosa, nella coagulazione del sangue e nel dolore) non è inibito, con conseguente eccesso di produzione di bradichinina, che provoca perdita vascolare ed è responsabile del gonfiore osservato nei pazienti HAE.

La bradichinina è un neurotrasmettitore peptidico prodotto localmente nei tessuti dell’organismo, molto spesso come reazione in seguito ad un trauma fisico. La bradichinina aumenta la permeabilità dei vasi, inoltre rilassa le cellule muscolari dei vasi causando vasodilatazione in quel distretto. L’ormone svolge un ruolo importante nella trasmissione del dolore. Un’eccessiva concentrazione di bradichinina è responsabile dei tipici sintomi dell’infiammazione, quali gonfiore, arrossamento, calore e dolore.

I FARMACI PER LA CURA DEGLI ATTACCHI DI HAE Ci sono solo pochissimi farmaci per la cura degli attacchi di HAE e dei suoi sintomi e Shire possiede la maggior parte di essi. Nel suo arsenale ci sono già Cinryze (C1-inibitore umano), Firazyr (icatibant) e Kalbitor (ecallantide). Nel primo trimestre del 2017, tali terapie hanno generato 366 milioni di dollari di ricavi.

Kalbitor è entrato nel listino di Shire nel 2015 con l’acquisizione Dyax pagata $5,9 miliardi. L'acquisto di Dyax ha portato a Shire anche controllo di DX-2930, successivamente denominato lanadelumab. Gli analisti del settore hanno fissato le vendite annuali di picco per lanadelumab a 2 miliardi di dollari.

L’appeal di lanadelumab deriva anche dal fatto che il farmaco ha un meccanismo di azione diverso rispetto ai farmaci già disponibili. A differenza di Cinryze, Kalbitor e di altri farmaci approvati per l'HAE - come Berinert (CSL Behring) e Ruconest (Salix)-  lanadelumab non inibisce la C1 esterasi. Il farmaco si lega e ostacola la callicreina plasmatica.