Generici, chi ha venduto di più nel 2016?

Il 2016 è stato un anno turbolento anche per i produttori di farmaci generici e non solo per le aziende che puntano ai farmaci di marca. Anche le aziende specializzate nei generici si trovavano a fronteggiare una forte pressione sui prezzi che si inserisce in un contesto nel quale i margini sono già risicati, rendendo la gestione economica di queste imprese ancora più sfidante. Di recente, la società Evaluate Pharma ha messo a punto la classifica dei 15 maggiori produttori mondiali di generici.

Il 2016 è stato un anno turbolento anche per i produttori di farmaci generici e non solo per le aziende che puntano ai farmaci di marca. Anche le aziende specializzate nei generici si trovavano a fronteggiare una forte pressione sui prezzi che si inserisce in un contesto nel quale i margini sono già risicati, rendendo la gestione economica di queste imprese ancora più sfidante.

Come sta rispondendo questo settore economico? Consolidandosi ulteriormente e sperando così di risparmiare denaro nella produzione e distribuzione di questo tipo di farmaci. Molte aziende hanno infatti oramai raggiunto dimensioni troppo grandi per dipendere unicamente dalla crescita interna.

Di recente, la società Evaluate Pharma ha messo a punto la classifica dei 15 maggiori produttori mondiali di generici. I dati di vendita utilizzati per mettere a punto la classifica sono stati compilati basandosi sull’anno fiscale delle aziende. In alcuni casi, fanno riferimento ai dai dati riportati nel bilanci e in altri sulla base dalle stime di Evaluate Pharma.





Teva è in cima alla classifica dei produttori mondiali di generici aggiornata al 2016. L’azienda israeliana ha da poco completato la più grande azione di merger nella storia recente per l'industria generica, incorporando i farmaci non brand di Allergan (quelli che una volta erano di Actavis)  con un esborso di $ 40,5 miliardi.

Secondo  un quotidiano israeliano, Teva starebbe considerando una profonda ristrutturazione che le consentirebbe di essere più efficiente e contrastare la pressione sui prezzi. Negli anni a venire, l’azienda israeliana si è impegnata a un elevato numero di lanci - 1.500 all'anno - per raggiungere una crescita del 5%.

Nel complesso, l’azienda ha 330 applicazioni di prodotti in attesa dell'approvazione dell’Fda, dei quali Teva ha dichiarato che per 95 la sua domanda è la prima ad essere stata presentata, il che fornisce un monopolio di 6 mesi e un conseguente ritorno economico maggiore. In Europa lo scorso anno sono stati approvati bel 1.655 nuove fpormulazioni.

Dietro Teva troviamo Mylan, che lo scorso anno ha completato l’acquisizione della svedese Meda, un affare del valore di 7,2 miliardi di dollari. L'acquisizione l’ha aiutata ad espandersi nei farmaci OTC  e ottenere una presenza commerciale in alcuni nuovi mercati emergenti. Quell'acquisizione segue molte altre effettuate negli scorsi anni e adesso Mylan sta lavorando a un piano di riorganizzazione che prevede una significativa riduzione del personale. Si parla di 3.500 dipendenti che dovranno lasciare l’azienda, pari al 10% della forza lavoro.

Alla fine del 2016, a livello mondiale Mylan aveva oltre 35mila dipendenti e 247 applicazioni generiche di farmaci in attesa presso l’Fda, che andranno ad inserirsi in un mercato potenziale di quasi 100 miliardi di dollari costituito dai relativi brand.

Dopo queste due società troviamo Novartis, che attraverso Sandoz, l’unità dedicata a generici e biosimilari, nel 2016 ha raggiunto un fatturato pari 9 miliardi di dollari. A questo fatturato va aggiunto il miliardo di dollari generati dai biosimilari, con un toltale di 10 miliardi.

Dopo queste tre società, c’è un bel salto per arrivare alla quarta in classifica. Si tratta di Pfizer che nel 2016 ha fatturato $ 4,6 miliardi, mentre Allergan, che ha ufficialmente ceduto i suoi asset generici nell’agosto 2016, ha avuto un giro di affari di 4,5 miliardi di dollari. Altri nomi nelle prime 15 sono familiari agli esperti del settore: Sun Laboratories, Fresenius, Endo International, Lupin, Sanofi, Aspen Pharmacare, Aurobindo, Cipla, Apotex e Dr. Reddy's.

I farmaci generici contano per l'89% delle prescrizioni, ma solo per il 27% dei costi dei farmaci, un aspetto che l'industria di questo settore mette in evidenza.
Nonostante le sfide, Evaluate Pharma prevede che i generici continueranno un percorso di crescita costante per arrivare nel 2022 a 115 miliardi di dollari, dagli 80 miliardi di dollari del 2016.