Scompenso cardiaco e diabete, sacubitril/valsartan migliora il controllo glicemico rispetto a enalapril

Una nuova analisi condotta in un sottogruppo di pazienti con insufficienza cardiaca e ridotta frazione di eiezione (HFrEF) e diabete, suggerisce che il trattamento con sacubitril/valsartan migliora il controllo glicemico rispetto all'ACE inibitore enalapril. I risultati dell'analisi si basano sui dati dello studio PARADIGM-HF, il più ampio trial mai condotto sullo scompenso cardiaco, e sono stati simultaneamente presentati al congresso dell'American College of Cardiology e pubblicati su The Lancet Diabetes & Endocrinology.

Una nuova analisi condotta in un sottogruppo di pazienti con insufficienza cardiaca e ridotta frazione di eiezione (HFrEF) e diabete, suggerisce che il trattamento con sacubitril/valsartan migliora il controllo glicemico rispetto all’ACE inibitore enalapril. I risultati dell’analisi si basano sui dati dello studio PARADIGM-HF, il più ampio trial mai condotto sullo scompenso cardiaco, e sono stati simultaneamente presentati al congresso dell’American College of Cardiology e pubblicati su The Lancet Diabetes & Endocrinology.

Sacubitril/valsartan è una molecola chimerica composta da una sezione che inibisce la neprilisina (sacubitril) e da valsartan che inibisce l’angiotensina II. La neprilisina è un enzima che degrada i peptidi natriuretici atriali (ANP e BNP) e al contempo inibisce la degradazione dell’endotelina e dell’angiotensina II. Nel complesso il farmaco inibisce la via di degradazione dei peptidi natriuretici aumentandone la concentrazione e, contemporaneamente, inibisce l’angiotensina II e l’endotelina.

Sacubitril/valsartan è indicato per la riduzione del rischio di morte cardiovascolare e ospedalizzazione per insufficienza cardiaca in pazienti con scompenso cronico (NYHA Class II-IV) e ridotta frazione di eiezione. Il medicinale non è indicato per il trattamento del diabete.
Il trial PARADIGM-HF (Prospective Comparison of ARNI With an ACE-Inhibitor to Determine Impact on Global Mortality and Morbidity in Heart Failure) aveva assegnato in modo randomizzato 8.399 pazienti con HF cronico, sintomi di classe NYHA II-IV e una frazione di eiezione (EF) ventricolare sinistra.

I nuovi dati dimostrano che il farmaco riduce i livelli di emoglobina glicata dopo un anno di trattamento e l’effetto perdura per un periodo superiore a tre anni.

“Il diabete è uno dei principali fattori di rischio nei pazienti con scompenso cardiaco ed è fortemente legato alla progressione della malattia, aumentando il rischio di ospedalizzazione e decesso”, spiega  Scott Solomon, MD, direttore del Noninvasive Cardiology, Brigham and Women's Hospital, professore di medicina alla Harvard Medical School, e principale autore della pubblicazione. “Questa analisi suggerisce che, in aggiunta ai benefici osservati sullo scompenso, il farmaco potrebbe essere anche di aiuto per il controllo glicemico nei pazienti che, oltre all’insufficienza cardiaca presentano anche diabete”.

L’analisi è stata condotta si 3.778 pazienti con insufficienza cardiaca e ridotta frazione di eiezione ventricolare arruolati nello studio PARADIGM-HF che avevano ricevuto una diagnosi di diabete o con livelli basali di emoglobina glicata ≥ 6.5%. Il 98% dei soggetti analizzati soffriva di diabete di tipo 2. Gli espeti hanno confrontato gli effetti di sacubitril/valsartan rispetto a enalapril sul controllo glicemico attraverso la misurazione dei livelli di emoglobina glicata al basale e a 1, 2 e 3 anni di vollow up e attraverso la valutazione dell’uso di farmaci anti-iperglicemici o insulina durante lo studio.

L’analisi ha mostrato che il farmaco ha ridotto il livelli di emoglobina glicata dello 0,26% durante il primo anno di follow up, rispetto a una riduzione pari allo 0,16% con enalapril (P=0,0023). Nel periodo di tre anni, i livelli di emoglobina glicata si sono mantenuti a livelli inferiori con aacubitril/valsartan rispetto al controolo, con una riduzione complessiva pari allo 0,14% (IC 95% 0,06-0,23; p=0,0055). Inoltre, il 29% in meno di pazienti trattati con il farmaco ha iniziato una terapia con insulina o con altri farmaci anti diabetici durante lo studio (114 (7%) vs 153 (10%), HR 0,71 IC 95% 0,56-0,90, p=0,0052). Inoltre, il farmaco ha ridotto il rischio di morte cardiovascolare o ospedalizzazione per scompenso rispetto a enalapril tra i pazienti con o senza diabete al basale.

Scott Solomon et al., Effect of sacubitril/valsartan versus enalapril on glycaemic control in patients with heart failure and diabetes: a post-hoc analysis from the PARADIGM-HF trial, The Lancet Diabetes & Endocrinology
Leggi