Ferritina e sideremia, marker surrogati nel diabete di tipo 2

Diversi indici di ferro sono stati associati ai livelli di emoglobina glicata nei pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato. Sono le conclusioni di uno studio trasversale esposto al meeting annuale dell'American Association of Endocrinologists Clinical (AACE) in cui i ricercatori hanno specificato che i livelli di ferritina sierica in particolare hanno avuto una correlazione significativamente positiva con l'HbA1c.

Diversi indici di ferro sono stati associati ai livelli di emoglobina glicata nei pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato. Sono le conclusioni di uno studio trasversale esposto al meeting annuale dell’American Association of Endocrinologists Clinical (AACE) in cui i ricercatori hanno specificato che i livelli di ferritina sierica in particolare hanno avuto una correlazione significativamente positiva con l’HbA1c.
 
Il dottor Rajeev Chawla, della North Delhi Diabetes Center and Maharaja Agrasen Hospital in New Delhi, che ha presentato il lavoro, ha aggiunto che sono state inoltre osservate significative correlazioni positive con alcune complicanze microvascolari, tra le quali la nefropatia, la retinopatia e la neuropatia derivata da diabete di tipo 2, con elevati livelli di sideremia e ferritina sierica.


Non essendoci molti dati in merito, i ricercatori hanno fatto sapere che in questo studio miravano ad approfondire i rapporti tra i livelli di ferro e l’emoglobina A1c con le potenziali complicanze. “Abbiamo notato che quando i livelli di ferro, come la sideremia e la ferritina sierica, sono elevati, ma non abbastanza da provocare emocromatosi, questi sono associati ad esiti negativi nel diabete di tipo 2”, ha affermato il dottor Chawla.


Differenza tra pazienti con livelli di HbA1c maggiori e minori di 7
I ricercatori hanno condotto lo studio includendo 100 pazienti con diagnosi di diabete di tipo 2 che al basale presentavano livelli di HbA1c maggiori di 7 (9,46 ± 1,31 media HbA1c) e 100 soggetti diabetici che avevano livelli di HbA1c inferiore a 7 (6,42 ± 0,28 media HbA1c), che hanno rappresentato il controllo per il primo gruppo. 


La prima costatazione è stata che il gruppo di controllo ha avuto una durata media inferiore di diabete di tipo 2 rispetto ai pazienti in studio (5,26 versus 9,69 anni).


Dopo aver raccolto i campioni sierici di tutti i pazienti diabetici, sono stati valutati i livelli dei biomarker del ferro che includevano la sideremia, la ferritina e la saturazione della transferrina ed è stata successivamente condotta un’analisi statistica utilizzando la 17a versione del software SPSS. 


Rispetto al gruppo controllo, i pazienti diabetici con livelli di HbA1c maggiori di 7 presentavano livelli superiori dei biomarker ricercati, e precisamente la sideremia era di 155,08 μg/dl rispetto a 88,81 μg/dl, la ferritina sierica di 284,79 ng/ml rispetto a 181,31 ng/ml e la saturazione della transferrina sierica di 30,25 rispetto a 28,92; tuttavia la relazione tra la saturazione della transferrina sierica e i livelli di HbA1c non è risultata statisticamente significativa (p = 0,62).


In un’analisi secondaria condotta dagli autori è emerso che nei pazienti con diabete non controllato erano presenti diverse complicanze microvascolari, che invece non sono state associate al gruppo controllo, ed in particolare la nefropatia (Test esatto di Fisher = 20,374; p = 0,001), la retinopatia (Test esatto di Fisher = 14,103; p = 0,001) e la neuropatia (Test esatto di Fisher = 10,695; p = 0,001).


“Utilizzando un grafico di dispersione, abbiamo anche osservato una correlazione tra la durata del diabete di tipo 2 e i livelli di HbA1c, quando si avevano complicanze microvascolari (p = 0,001)” ha aggiunto il dottor Chawla esponendo i dati ricavati.


Commento dei dati ottenuti
"Il nostro studio dimostra che i livelli di ferritina sierica e di sideremia potrebbero essere utilizzati come marker surrogati quando i pazienti hanno uno scarso controllo glicemico nel diabete di tipo 2” ha dichiarato il dottor Chawla che ha aggiunto “vista la forte correlazione positiva, questi potrebbero essere considerati anche marker di rischio microvascolare".


Gli stessi ricercatori sono però convinti che i dati ottenuti dovranno essere confermati da studi di maggiori dimensioni multietnici e multicentrici poiché le limitazioni dello studio includono una piccola dimensione del campione e una diversità di coorti limitata.


Il dottor Chawla ha inoltre aggiunto che il suo gruppo di ricerca sta seguendo il gruppo di pazienti diabetici per valutare, entro due anni, una possibile relazione tra la riduzione dellHbA1c, dopo trattamenti adeguati, e successive modifiche dei marker del ferro e complicanze microvascolari.
 
 Chawla R.  et al. "Ferritin and Serum Iron as Surrogate Markers of Poor Glycemic Control and Microvascular Complications in Type-2 Diabetes Mellutis" AACE 2017; Abstract 236.