Aceclofenac in pazienti con osteoartrosi, miglioramenti nella funzione ma non sul dolore

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista European Journal of Rheumatology, il trattamento con aceclofenac in pazienti con osteoartrosi ha apportato benefici maggiori, rispetto ad altri analgesici in genere usati da questi pazienti, nel miglioramento della funzione e nel ridurre al minimo gli eventi avversi gastrointestinali ma non sul dolore.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista European Journal of Rheumatology, il trattamento con aceclofenac in pazienti con osteoartrosi ha apportato benefici maggiori, rispetto ad altri analgesici in genere usati da questi pazienti, nel miglioramento della funzione e nel ridurre al minimo gli eventi avversi gastrointestinali ma non sul dolore.


L’osteoartrosi (OA) è una malattia degenerativa, cronica con interessamento prevalente dei tessuti cartilagineo e osseo. I pazienti che ne sono affetti lamentano dolore e spesso hanno difficoltà a svolgere le attività quotidiane.


Per migliorare la loro qualità di vita in genere assumono antinfiammatori non steroidei, antidolorifici o paracetamolo.
In questo studio, i ricercatori del dipartimento di Farmacologia del GMERS Medical College, Gotri, Gujarat, in India hanno analizzato gli effetti su dolore, funzione e sicurezza di aceclofenac rispetto ad altri farmaci FANS o analgesici nei pazienti con OA.


A tal fine è stata effettuata un’analisi della letteratura da due ricercatori in maniera indipendente e autonoma. 
Sono stati inclusi studi randomizzati controllati che avessero valutato l'efficacia e/o la sicurezza di aceclofenac rispetto a gruppi di controllo in cui sono stati inclusi il trattamento con FANS o paracetamolo. 


Come hanno precisato gli autori, non sono stati inclusi placebo, analgesici oppiacei, combinazioni di FANS e analgesici topici come gruppi di controllo. 
I dati di efficacia sono stati riassunti come differenze medie standardizzate (SMD) con il 95% di intervallo di confidenza (CI) e i risultati sulla sicurezza come rapporti di rischio (RR) con il 95% CI utilizzando il modello ad effetto casuale della varianza inversa. 


L'eterogeneità è stata valutata dal test I2.  E’ stato utilizzato l'approccio GRADE per valutare la qualità delle prove per tutti i parametri considerati.
Sono stati inclusi 9 studi (8 in doppio cieco e 1 singolo cieco) che hanno valutato il dolore (7 studi), la funzione (8 studi) e la sicurezza (7 studi). 
Non è stata osservata alcuna differenza significativa nella riduzione del dolore tra aceclofenac e i trattamenti considerati di controllo [SMD: -0.30 (-0.62, 0.01); I2=88%; GRADE: bassa evidenza]. 


Aceclofenac si è mostrato più vantaggioso rispetto ai trattamenti di controllo nel migliorare la funzione fisica [SMD: -0.27 (-0.50, -0.03); I2 = 88%; GRADE: bassa evidenza]e inoltre sono stati osservati meno eventi avversi gastrointestinali rispetto agli interventi di controllo [RR 0.69 (95% CI: 0.57, 0.83); I2=12%; GRADE: evidenze moderata]. 


Nel caso degli altri eventi avversi, non è stata osservata alcuna differenza e anche il tasso globale di abbandono tra i vari gruppi era confrontabile.
In conclusione, aceclofenac non ha apportato miglioramenti significativi nel dolore rispetto agli altri trattamenti ma ha mostrato un effetto benefico maggiore sulla funzione e nel ridurre al minimo gli eventi avversi gastrointestinali. I ricercatori hanno precisato che i loro risultati potrebbero essere distorti a causa della eterogeneità e limitata ampiezza del campione e da problemi metodologici.


Patel PB1, Patel TK1. Efficacy and safety of aceclofenac in osteoarthritis: A meta-analysis of randomized controlled trials. Eur J Rheumatol. 2017 Mar;4(1):11-18. doi: 10.5152/eurjrheum.2017.160080. Epub 2017 Mar 1.


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