Fda approva il primo farmaco che aiuta a combattere la discinesia tardiva

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l'uso della valbenazina come primo e unico farmaco per il trattamento della discinesia tardiva negli adulti. Lo ha annunciato ieri la Neurocrine Biosciences in un comunicato stampa e a breve la valbenazinain capsule verrą messa in commercio con il marchio INGREZZA.

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l’uso della valbenazina come primo e unico farmaco per il trattamento della discinesia tardiva negli adulti. Lo ha annunciato ieri la Neurocrine Biosciences in un comunicato stampa e a breve la valbenazinain capsule verrà messa in commercio con il marchio INGREZZA.
La notizia dell’approvazione è arrivata dopo la recente pubblicazione sull’American Journal of Psychiatry degli ottimi risultati ottenuti in fase III in cui il farmaco, somministrato una volta al giorno, si è mostrato ridurre in modo significativo la discinesia tardiva nei pazienti con schizofrenia, disturbo schizoaffettivo e disturbi dell'umore.


"La discinesia tardiva può essere invalidante e può condannare ulteriormente i pazienti con malattia mentale" ha sottolineato il dottor Mitchell Mathis, direttore della Division of Psychiatry Products nel Center for Drug Evaluation and Research all’FDA, aggiungendo "Approvare il primo farmaco per il trattamento della discinesia tardiva è un importante passo avanti per i pazienti che soffrono di questa condizione".


La discinesia tardiva
Si tratta di una sindrome che consiste in movimenti involontari anomali, ripetitivi e stereotipati, causati dall’esposizione cronica ai bloccanti dei recettori dopaminergici (in genere antipsicotici e farmaci quali l’aloperidolo, la proclorperazina e il metoclopramide). La discinesia interessa tipicamente i movimenti della lingua e della masticazione, con schioccamenti delle labbra, ma non risparmia neanche il tronco e gli arti interferendo a volte con il camminare, parlare e addirittura respirare.


La causa è da correlarsi a una ipersensibilità dei recettori dopaminergici. È stato osservato che la prevalenza della sindrome aumenta con l’età e il disturbo è più frequente nelle donne anziane. Dosi elevate di farmaci e il trattamento prolungato aumentano la probabilità della discinesia tardiva. I sintomi iniziano caratteristicamente durante il trattamento farmacologico e possono essere soggetti a peggioramenti se si riduce o si sospende il farmaco. Reintrodurre il farmaco può alleviare i sintomi.


Dati che hanno portato all’approvazione della valbenazina 
L’approvazione da parte della FDA si è basata sui risultati positivi di diversi studi, tra cui il KINECT 3 di fase III, studio randomizzato, placebo controllato in doppio cieco che ha incluso 225 pazienti con schizofrenia, disturbo schizoaffettivo e disturbi dell'umore che presentavano discinesia tardiva da moderata a grave. 
I partecipanti erano stati randomizzati a ricevere placebo, 40 mg/die o 80 mg/die di valbenazina. 


“Dopo i dati ottenuti in fase II, questo studio ha valutato ulteriormente l'efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di valbenazina come trattamento per la discinesia tardiva” hanno fatto sapere i ricercatori che hanno utilizzato come endpoint primario di efficacia il punteggio della Abnormal Involuntary Movement Scale (AIMS) mentre le valutazioni di sicurezza includevano il monitoraggio degli eventi avversi, test di laboratorio, ECG e misure psichiatriche.


Dei 205 partecipanti che hanno completato lo studio, circa il 65% presentava schizofrenia o disturbo schizoaffettivo e l’85,5% riceveva antipsicotici concomitanti.
Dopo 6 settimane di trattamento il punteggio della discinesia mediante AIMS era di -3,2 nel gruppo che aveva ricevuto 80 mg/die di valbenazina mentre di -0,1 nel gruppo placebo. Anche il gruppo ricevente 40 mg/die di valbenazina ha presentato una riduzione del punteggio di AIMS (-1,9 vs -0,1).


I dati ottenuti in fase III erano stati precedentemente anticipati in occasione dell’International Congress of Parkinson's Disease and Movement Disorders.
L’azienda farmaceutica ha inoltre fatto sapere che il miglioramento significativo, che si è avuto dopo 6 settimane di terapia con la valbenazina, è stato osservato anche dopo 48 settimane di trattamento.


Qualche controindicazione della valbenazina ma importanti benefici
L’FDA ha osservato che il trattamento con valbenazina potrebbe causare gravi effetti collaterali tra cui la sonnolenza e prolungamento dell'intervallo QT, pertanto il suo uso deve essere evitato in pazienti con sindrome del QT lungo congenita o con battiti cardiaci anormali associati ad un intervallo QT prolungato. La nota dell’FDA comunica anche che "Coloro che assumono Ingrezza non devono guidare o usare macchinari pesanti o fare altre attività pericolose fino a quando non si sa come possano reagire al farmaco”.


"Fino ad oggi, una delle poche opzioni per i medici nella gestione della discinesia tardiva era fermare, cambiare o ridurre la dose del farmaco antipsicotico utilizzato, mettendo a rischio la stabilità psichiatrica dei pazienti" ha commentato il dottor Christoph U. Correll, della Hofstra Northwell School of Medicine di Hempstead , New York, portavoce della società aggiungendo “Tuttavia, gli studi clinici hanno dimostrato che il farmaco riduce i movimenti involontari senza compromettere la salute psichiatrica; questi risultati, combinati con un comodo dosaggio una volta al giorno, rappresentano un enorme passo avanti".
 
Il presidente e amministratore delegato della Neurocrine Biosciences, dottor Kevin C Gorman, ha così commentato l’approvazione "rappresenta un punto di svolta per i pazienti affetti da discinesia tardiva e per chi si occupa di loro, offrendo un trattamento significativo dove prima c'era poca speranza".
La valbenazina è attualmente studiata come trattamento per la sindrome di Tourette negli adulti e negli adolescenti, precisamente in due studi di fase II.
 
Hauser R. A. et al. KINECT 3: A Phase 3 Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Trial of Valbenazine for Tardive Dyskinesia. Am J Psychiatry. 2017 Mar 21:appiajp201716091037. doi: 10.1176/appi.ajp.2017.16091037. [Epub ahead of print]
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