Vaccino anti-HPV: bastano due dosi, una in pił non aggiunge beneficio

Due dosi del vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) hanno una maggiore efficacia profilattica rispetto a una dose singola. Una terza dose, tuttavia, non sembra offrire alcun effetto protettivo aggiuntivo rispetto alla seconda. A suggerirlo sono i risultati di uno studio ossevazionale statunitense presentato di recente a National Harbor, al congresso annuale della Society of Gynecologic Oncology.

Due dosi del vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) hanno una maggiore efficacia profilattica rispetto a una dose singola. Una terza dose, tuttavia, non sembra offrire alcun effetto protettivo aggiuntivo rispetto alla seconda. A suggerirlo sono i risultati di uno studio ossevazionale statunitense presentato di recente a National Harbor, al congresso annuale della Society of Gynecologic Oncology.
 
Le linee guida raccomandano la vaccinazione per le ragazze e ragazzi di età compresa tra 11 e 12 anni, con una vaccinazione di recupero (‘catch-up’) per la fascia di età compresa tra 13 e 26 anni. Anche se la ricerca sulla vaccinazione anti-HPV è stata molto attiva negli ultimi 10 anni, il primo firmatario del lavoro presentato al congresso, Burak Zeybek, dello University of Texas Medical Branch di Galveston, ha detto che ci sono ancora questioni importanti irrisolte. Tra queste, vi sono gli impatti a lungo termine della vaccinazione e gli approcci migliori per quanto riguarda la tempistica e il dosaggio.


Zeybek ha presentato i risultati di uno studio in cui si sono analizzate richieste di rimborso alle assicurazioni di 11.335 donne che avevano ricevuto almeno una dose di vaccino contro l'HPV. Di queste, 1975 ne avevano ricevuta solo una, 2089 ne avevano ricevute due e 7271 ne avevano ricevute tre.


Le donne che avevano fatto solo una dose hanno mostrato un’incidenza più alta di citologia di alto grado, neoplasia intraepiteliale cervicale(CIN)-II o CIN-III, adenocarcinoma in situ e carcinoma invasivo. Dopo 5 anni dalla prima somministrazione, il 2,3% delle donne vaccinate con solo una dose aveva un’istologia CIN-II o CIN-III contro l’1,5% di coloro che avevano fatto due dosi e l’1,8% di quelle che ne avevano fatte tre. Inoltre, dopo 5 anni, il 4,3% delle donne che avevano fatto una sola vaccinazione sono state considerate in un “gruppo ad alto rischio” (ASC-H, HSIL, CIN-II, CIN-III, adenocarcinoma in situ o tumore invasivo), contro il 3% di coloro che ne avevano fatte due e il 3,9% di quelle che ne avevano fatte tre.


La differenza tra una dose e due dosi è risultata significativa per il gruppo ad altro rischio (P = 0,04), mentre si è osservata una tendenza alla significatività per quanto riguarda l’istologia CIN-II o CIN-III (P = 0,09). Le differenze tra le due e le tre dosi, tuttavia, non sono risultate statisticamente significative sia per il gruppo ad alto rischio (P = 0,17) sia per quello con istologia CIN-II o CIN-III (P = 0,79).


“Per stabilire quale sia la protezione offerta dalle schedule alterative almeno al là dei 10 anni dalla vaccinazione servono un follow-up più lungo delle coorti che hanno fatto meno di tre dosi negli studi in corso, nonché studi randomizzati concepiti in modo appropriato ed eticamente giustificabili” ha affermato Zeybek.


L’autore poi ha osservato che il valore dello studio è limitato dal suo utilizzo di dati assicurativi, che possono contenere errori di codifica, e dalla mancata inclusione di dati relativi alle donne beneficiarie di un’assicurazione pubblica o non coperte da alcuna assicurazione.


I risultati di questa ricerca, peraltro, vanno ad aggiungersi alle crescenti evidenze che due dosi di vaccino contro l'HPV sono sufficienti. Nel 2016, infatti, i Centers for Disease Control and Prevention hanno cambiato le loro indicazioni portando da tre a due le dosi raccomandate, sostenendo che tale riduzione porterà a una migliore copertura, senza perdere in efficacia.
Nel nostro Paese, le dosi attualmente raccomandate sono due o tre, a seconda del vaccino e dell’età.


B. Zeybek, et al. Comparison of long term impact and clinical outcomes of reduced dose vs. standard dose quadrivalent human papillomavirus vaccine in the United States: A database study. SGO 2017; abstract 7475.
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