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Cancro dell'ovaio: Making a difference. Leave no patient behind

L’evento “Making a difference, leave no patient behind” che si è svolto a Roma il 28 e 29 novembre 2019, ha fatto il punto sulle più recenti acquisizioni sul carcinoma ovarico che rappresenta circa il 30% di tutti i tumori maligni dell’apparato genitale femminile ed occupa il decimo posto tra i tumori femminili. A causa della sintomatologia tardiva ed aspecifica, gran parte delle pazienti con tumore ovarico presenta una malattia in fase avanzata al momento della diagnosi.

Nonostante l’attuale algoritmo terapeutico per la malattia in fase avanzata preveda l’utilizzo della chemioterapia a base di platino, la maggior parte delle pazienti in stadio avanzato presenta una recidiva entro i primi 2 anni dal termine del trattamento. Nel setting di pazienti con recidiva platino-sensibile di tumori sierosi di alto grado, la terapia di mantenimento trova un razionale nel prolungare il tempo libero da chemioterapia, migliorando la sopravvivenza libera da progressione. In questo setting, i PARP-inibitori, hanno migliorato gli outcome in particolare nelle pazienti con mutazione BRCA, mostrando altrettanti benefici anche nelle pazienti wild-type, per le quali continua ad esistere un forte need terapeutico.

In questo scenario si inserisce oggi rucaparib, un inibitore orale a piccola molecola delle Poli ADP-ribosio polimerasi PARP1, PARP2 e PARP3, una famiglia di proteine coinvolte in alcuni processi inclusi la riparazione del DNA e l’apoptosi.

Nel corso dell’evento è stato illustrato l’attuale panorama clinico per la gestione delle pazienti con carcinoma ovarico, a partire dall’approccio chirurgico e dal ruolo del test BRCA alla diagnosi.