Quando alla guida si prova una improvvisa stanchezza, non sempre la sosta per un momento di riposo può essere sufficiente a recuperare la lucidità necessaria, soprattutto se la causa di tale stato è dovuta all'assunzione di farmaci. Secondo l'Organizzazione Mondiale della sanità vi sono in commercio oltre 4mila medicinali che possono compromettere le capacità di guida.

La lista dei farmaci pericolosi per chi si mette al volante è molto lunga e include quei medicinali che alterano i riflessi, l'attenzione o provocano sonnolenza e vertigini. Si tratta in particolare di ansiolitici, antidepressivi e antipsicotici, anticonvulsivanti e antistaminici, anticinetosici, antinfiammatori, antipertensivi, insulina e miorilassanti.

Se si assume un farmaco e ci si deve mettere alla guida, prima di tutto è indispensabile leggere il foglietto illustrativo e valutare con serietà le avvertenze indicate per la somministrazione. Infatti, se il farmaco ha la potenzialità di compromettere lo stato di vigilanza o di indurre sonnolenza, e non si può fare a meno di ricorrere ad esso, bisogna assolutamente astenersi dal guidare. Un'altra regola da osservare per la guida è che bisogna evitare, soprattutto in prossimità della partenza, l'assunzione contemporanea di farmaci e sostanze alcoliche, combinazione che può potenziare l'effetto negativo degli uni e delle altre.

Secondo l’Oms, chi assume ansiolitici corre un rischio di incidente stradale cinque volte superiore a una persona perfettamente vigile. Gli antidepressivi e antipsicotici hanno un effetto sedativo particolarmente forte proprio nelle prime assunzioni. Attenzione anche agli antinfiammatori non steroidei: i loro principi attivi, quali indometacina, piroxicam, naproxene, ibuprofene possono generare vertigini e sonnolenza, così come gli antiipertensivi. Insulina e ipoglicemizzanti orali non sono sufficienti a scongiurare le crisi ipoglicemiche, che possono essere provocate proprio da uno sforzo prolungato come la guida per tante ore.

Il periodo più critico di una terapia è la fase iniziale. Nei primi giorni di trattamento bisognerebbe evitare di mettersi al volante. Se non è possibile, va usata molta prudenza, cercando di evitare viaggi prolungati senza soste o in condizioni di traffico difficili.

Gli esperti sottolineano, inoltre, come ai fini della circolazione stradale si rivelino problematici soprattutto sonniferi e tranquillanti che sono assunti regolarmente da circa il 10% della popolazione italiana. Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è necessario che l’UE, che ha competenza in materia, obblighi di inserire nell’etichettatura delle confezioni dei farmaci che causano sonnolenza un pittogramma specifico che richiami l’attenzione sui rischi del medicinale e sulla sua mancata compatibilità con la guida. È comunque una buona regola evitare di assumere qualsiasi farmaco prima di mettersi alla guida e mai associare all’alcol  farmaci con azione psicoattiva: se proprio non si può fare a meno, si raccomanda di leggere con attenzione le avvertenze prima di mettersi al volante.