"Antibiotici, difendi la tua difesa.
Usali con cautela
": è il titolo della nuova campagna informativa realizzata dall'Agenzia Italiana del Farmaco e dell'Istituto Superiore di Sanità con il patrocinio del Ministero della Salute.
L'obiettivo è informare i cittadini dell'importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e solo dietro prescrizione del medico, non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati e non assumere antibiotici per curare infezioni virali.


La Campagna, che partirà tra pochi giorni, prevede l'utilizzo di diversi strumenti di comunicazione tra cui spazi sulla stampa quotidiana nazionale e locale, su periodici, femminili e testate web, spot su televisioni e radio a carattere nazionale e locale e nelle sale cinematografiche.
Inoltre, per raggiungere anche gli studenti e la popolazione in età lavorativa, i messaggi saranno diffusi anche attraverso affissioni nelle stazioni ferroviarie, negli spazi comunali, sull'arredo urbano, con pubblicità dinamica urbana sugli autobus  e attraverso il sito web dedicato www.antibioticoresponsabile.it 
Infine è data la possibilità ai cittadini di avere risposte a quesiti sull'impiego corretto degli antibiotici chiamando il numero verde AIFA 800-571661.

Uno studio dell'Aifa mostra che l'Italia si colloca ai primi posti in Europa per consumo di antibiotici, preceduti solo da Grecia e Cipro.
Inoltre, nel nostro Paese c'è anche un aumento del consumo a livello ospedaliero superiore per esempio a quello registrato in Francia.
Il sovra utilizzo di tali medicinali produce anche un eccesso di spesa per il Servizio Sanitario Nazionale sottraendo risorse per nuovi farmaci.
Dallo studio è emerso inoltre che ci sono forti differenze regionali nel consumo di antibiotici, con valori meno elevati al nord e più elevati al sud.


«Se tutte le regioni si allineassero al consumo medio delle sei più virtuose (17,25 dosi giornaliere ogni mille abitanti) si potrebbe ottenere un risparmio di 316,6 milioni di euro - spiega Guido Rasi, direttore generale dell'Aifa -.
Se il costo per dose media giornaliera divenisse in tutte le regioni pari a quello della Lombardia (1,66 euro, contro i 2,23 della Sicilia) si otterrebbe un risparmio di 155,8 milioni di euro.


Il risparmio complessivo che potrebbe derivare dall'effetto congiunto di una maggiore appropriatezza dei consumi e della riduzione dei costi è di 413,1 milioni di euro, pari al 3,7% della spesa farmaceutica convenzionata 2009.
A livello di singola regione il risparmio ottenibile inciderebbe considerevolmente sul valore dello sfondamento della loro spesa: nel Lazio per il 29% , in Puglia per il 43% e in Sardegna per il 20%».

Secondo l'Aifa, i motivi più frequenti di prescrizione di antibiotici sono le malattie dell'apparato respiratorio (40,8%), seguite da quelle dell'apparato genitourinario (18,4) e dell'apparato digerente (13,6).
Nel dettaglio il maggior impiego risulta per la cistite (9,9%), la faringite (8,3%), la bronchite acuta (5,7%).
Nel 2009 il 44% dei cittadini, il 53% dei bambini, il 50% degli anziani hanno ricevuto almeno una prescrizione e il 15% degli anziani più di sei prescrizioni di antibiotici.
Le categorie più prescritte sono i fluorochinoloni, le associazioni di penicilline macrolidi e lincosamidi, penicilline e cefalosporine orali.

«È necessario che i cittadini capiscano che gli antibiotici vanno assunti nelle modalità indicate dal medico e solo se è il medico a prescriverli, dopo averne accertato la necessità - spiega Guido Rasi, direttore generale dell'Aifa -.
La sospensione precoce della terapia è tra le principali cause di sviluppo delle resistenze, poiché uccide i batteri più deboli e "seleziona" quelli più forti.
Per questo bisogna evitare il fai da te.
Raffreddore o influenza, per esempio, non rientrano tra le cause per cui sono indicati gli antibiotici, anzi assumerli in questi casi mette a rischio la salute favorendo lo sviluppo di germi resistenti.
Dobbiamo impegnarci a far capire ai medici e alle persone comuni che stiamo rischiando di non avere più a disposizione farmaci efficaci per curare malattie che oggi non rappresentano più un pericolo ma che potrebbero diventarlo».

Nel 2009 in Italia ci sono stati ben 1.643 episodi di reazioni avverse da antibiotici e tra il 2002 e il 2009 ci sono state 8.833 segnalazioni.
Il numero di decessi legati alle reazioni avverse è stato pari a 118 negli otto anni considerati e nella maggior parte dei casi le reazioni sono in prevalenza choc anafilattico, seguite da sindrome di Lyell, reazione di Stevens Johnson, epatite, necrosi cutanea e colite pseudomembranosa.

L'azione di sensibilizzazione della popolazione generale, soprattutto in quelle regioni dove il consumo di antibiotici è più elevato, si è resa necessaria poiché alcuni  germi patogeni importanti hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano quasi al 100%.

I più recenti trend relativi all'antibioticoresistenza registrati dalla rete EARS-NET (European Antimicrobial Resistance Surveillance System) nel 2009 mostrano un ulteriore incremento relativo ai batteri gram-negativi.
"Ci sono buone e cattive notizie - spiega Gianni Rezza, Capo del Dipartimento Malattie Infettive e Immunoparassitarie Mediate dell'ISS - Migliora la situazione relativamente ad alcuni batteri gram-positivi come stafilococchi e streptococchi mentre peggiora quella relativa ai batteri gram-negativi.
In particolare la vera minaccia riguarda la Klebsiella pneumoniae che in alcuni casi è resistente anche ai cosiddetti carbapenemici, considerati l'ultima risorsa.
La situazione poi - aggiunge - è tanto più grave se si pensa al fatto che a questi antibiotici si stanno sviluppando resistenze multiple e in una maniera per di più anomala, mentre la ricerca di nuovi antibiotici contro questi batteri segna da tempo il passo".

http://www.agenziafarmaco.it/it/content/al-la-terza-edizione-della-campagna-di-comunicazione-dellaifa-antibiotici-difendi-la-tua-dif