Allergia alle arachidi, in studio nuova immunoterapia mensile

Una nuova immunoterapia per l'allergia alle arachidi basata sui peptidi e progettata per essere somministrata una volta al mese, ha mostrato un profilo di sicurezza molto favorevole nei dati di fase I, secondo quanto presentato al congresso dell'American Academy of Allergy, Asthma & Immunology che si è tenuto a San Francisco, California.

Una nuova immunoterapia per l'allergia alle arachidi basata sui peptidi e progettata per essere somministrata una volta al mese, ha mostrato un profilo di sicurezza molto favorevole nei dati di fase I, secondo quanto presentato al congresso dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology che si è tenuto a San Francisco, California.

I pazienti trattati con la nuova terapia chiamata PVX108 non hanno avuto eventi avversi gravi, mentre quelli lievi erano principalmente reazioni transitorie al sito di iniezione e comunque di gravità e frequenza non correlate al dosaggio, ha detto l’autore senior dello studio, Robyn O'Hehir della Alfred Health and Monash University di Melbourne, in Australia.

Immunoterapia peptidica
L'allergia alle arachidi è una condizione pericolosa per la vita per la quale attualmente non esiste una cura vera e propria. L'immunoterapia che utilizza preparazioni intere di arachidi comporta il rischio di scatenare gravi reazioni allergiche durante il trattamento.

L’obiettivo dell’immunoterapia è “insegnare” al sistema immunitario a tollerare gli allergeni alimentari, normalmente innocui, contro cui l’organismo risponde in modo anomalo. Si somministrano al paziente dosi crescenti dell’allergene coinvolto e si monitorano le sue reazioni.

PVX108 è un'immunoterapia a base di peptidi sviluppata per trattare l'allergia alle arachidi senza che si scatenino reazioni allergiche durante il trattamento. PVX108 comprende una miscela di peptidi sintetici a catena corta derivati ​​da sequenze dei principali allergeni delle arachidi, formulati per l'iniezione sottocutanea, ha spiegato O'Hehir. L'idea è che questi peptidi, in assenza degli allergeni delle proteine ​​intere, riprogrammino le cellule immunitarie in modo che diventino tolleranti per l'allergene, riducendo il rischio di indurre reazioni allergiche.

Al momento l’efficacia di questo approccio non è ancora nota, ma O'Hehir ha fatto presente che i dati relativi alla sicurezza suggeriscono che si tratta di una l'immunoterapia sicura, anche per i pazienti gravemente allergici.

«Anche se siamo solo all’inizio, i risultati suggeriscono che le iniezioni sottocutanee mensili di PVX108 potrebbero davvero trasformare il modo in cui trattiamo le allergie alle arachidi. Grazie a una maggiore praticità e a un regime di somministrazione mensile, ci aspettiamo un’eccellente aderenza alla terapia, se confrontata con quella del regime giornaliero che viene richiesto da molti protocolli di immunoterapia».

PVX108 sicuro nell’uomo
Lo studio di fase I, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo in adulti allergici alle arachidi ha valutato la sicurezza e la tollerabilità della terapia in due fasi. Nella prima fase, i ricercatori hanno somministrato singole dosi crescenti di PVX108 (da 0,05 a 150 nmol) in otto coorti, ognuna composta da sei soggetti, randomizzati in rapporto 2:1 a ricevere PVX108 o placebo. I gruppi sono stati trattati uno alla volta, iniziando con una singola iniezione. Al completamento in sicurezza della coorte precedente, la dose veniva aumentata nella coorte successiva, così che l’ottava ha ricevuto la dose più alta.

Nella seconda fase dello studio è stato aggiunto un nono gruppo composto da 18 soggetti, randomizzati a ricevere sei iniezioni della dose più alta (150 nmol) per un periodo di 16 settimane.

Nei pazienti trattati con PVX108 non ci sono state reazioni avverse gravi e gli eventi avversi reputati correlati al trattamento sono stati di entità lieve o moderata, la maggior parte dei quali erano semplici reazioni transitorie al sito di iniezione. Inoltre non c’erano relazioni tra la dose e la frequenza/gravità degli eventi avversi, nessuno dei quali è stato ritenuto di interesse clinico.

Reazioni anafilattiche ridotte nei topi
Al congresso sono stati riportati anche i risultati degli studi sugli animali in merito ai quali Sudesha Dhar, della McMaster University di Hamilton, Ontario, e colleghi hanno riferito che PVX108 ha ridotto in misura significativa gli esiti correlati ad anafilassi multiple in un modello murino.

I topi, precedentemente sensibilizzati alle arachidi, sono stati trattati con PVX108 e poi messi alla prova con le arachidi per valutare l’anafilassi clinica tramite la misurazione specifica degli anticorpi nel siero e la quantificazione differenziale delle cellule.

Secondo quanto riportato dai ricercatori, PVX108 è stato ben tollerato in tutti gli animali e non sono stati osservati sintomi di anafilassi o eventi avversi dopo la somministrazione del farmaco. Inoltre il trattamento ha ridotto in modo significativo le reazioni anafilattiche indotte dalle arachidi.

Gli studi di fase II su PVX108 sono in fase di pianificazione e dovrebbero includere bambini e adulti allergici alle arachidi. «L'idea è che questa terapia possa essere utilizzata in tutti i pazienti, compresi i bambini», ha affermato O'Hehir.

Bibliografia

O'Hehir RE et al. Safety and tolerability of a novel peptide-based immunotherapy for peanut allergy. American Academy of Allergy, Asthma & Immunology 2019; Abstract L31.
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Dhar S et al. PVX108 peptide immunotherapy significantly reduces markers of peanut-induced anaphylaxis in a dose-dependent manner. American Academy of Allergy, Asthma & Immunology 2019; Abstract L15.
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