Il 90 per cento dei pazienti che sono stati colpiti da cancro afferma di aver riportato almeno un beneficio dall'esperienza della malattia, mentre solo una percentuale compresa tra il 5 e il 10 per cento dei pazienti presenta una sintomatologia ansioso-depressiva sopra la norma.

Sono i dati emersi da uno studio condotto dal dipartimento di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e altre oncologie lombarde, presentata nel corso del convegno "Oltre il trauma: processi di resilienza e percorsi di crescita nei pazienti oncologici" che si è svolto questa mattina presso l'Ateneo lombardo.

Lo studio, primo in Italia che indaga le dimensioni di resilienza e crescita nei pazienti oncologici, curato da Maria Elena Magrin, docente di Psicologia sociale presso l'Università di Milano-Bicocca con la collaborazione di Marta Scrignaro, ha coinvolto 190 pazienti del Day Hospital Oncologico dell'Ospedale di Treviglio, ai quali è stato sottoposto un questionario per indagare se la malattia avesse prodotto dei cambiamenti positivi nella propria vita. Il sondaggio è stato condotto in due fasi.

Nel primo step, di tipo quantitativo, un questionario composto da ventuno domande è stato somministrato nell'arco di un anno a 190 pazienti dell'ospedale. Nella seconda fase, caratterizzata da un approccio qualitativo, sono stati selezionati su base volontaria 80 pazienti ai quali è stata fatta un'intervista in profondità.

Il 90 per cento dei pazienti intervistati, oltre a non accusare un'ansia patologica, afferma di percepire un cambiamento nella percezione di sé e degli altri e nei propri obiettivi di vita. Di questo 90 per cento il 30 riporta di aver vissuto un cambiamento molto importante rispetto ai propri obiettivi e scopi di vita, di aver riscoperto se stesso come persona forte e capace di affrontare sfide importanti e di aver sviluppato un maggior senso di vicinanza con le altre persone. Per il 20 per cento delle persone questi cambiamenti sono vissuti in misura moderata e per il restante 50 per cento in misura lieve.

Per un numero sorprendentemente rilevante di persone, dunque, il cancro non è solo un evento negativo che sconvolge la vita ma anche un'opportunità di maturazione e rafforzamento personale.

«L'aspetto più interessante di questa ricerca - ha detto Maria Elena Magrin presentando i risultati - risiede nel fatto che le persone che riconoscono questa opportunità di sviluppo e crescita come esito della lotta personale ingaggiata contro il cancro mostrano una migliore capacità di adattamento psico-sociale, maggiore autostima ed autoefficacia, dimensioni che hanno ormai una comprovata ricaduta su una migliore risposta al processo di cura. Abbiamo sottostimato la capacità dell'uomo di prosperare dopo eventi di vita estremamente avversi».

La ricerca presenta conseguenze rilevanti dal punto di vista clinico, poiché i pazienti che mostrano di riconoscere questa opportunità di sviluppo mostrano anche una migliore resilienza, ovvero una maggiore capacità di adattamento alla malattia, sia dal punto di vista del benessere personale sia nel contesto sociale di vita; tutte dimensioni che concorrono a una migliore risposta al processo di cura.

Nel corso della giornata di studio alla quale hanno partecipato, fra gli altri, Claudia Borreani dell'Istituito Nazionale dei Tumori e Momcilo Jankovic dell'Ospedale San Gerardo di Monza, è stata avanzata la proposta di creare un network tra i centri oncologici della regione Lombardia che sia in grado di stimolare gli studi in questo ambito di indagine, ampliando i dati a disposizione anche attraverso screening longitudinali.

«Da un punto di vista operativo - hanno affermato i relatori -, l'obiettivo è quello di integrare l'approccio psicologico tradizionale introducendo una prospettiva di intervento sui pazienti oncologici che non miri solo a "curare" la sintomatologia ansioso-depressiva, ovvero i punti di debolezza, ma che lavori sui punti di forza del paziente, accompagnandolo in un processo di crescita e maturazione psicologica con l'obiettivo di rafforzarne le risorse».