Qui di seguito vi presentiamo un articolo a cura della Dr.ssa Emanuela Omodeo Salè, Direttrice della Farmacia Ospedaliera dell’Istituto Europeo di Oncologia e Coordinatore Gruppo Oncologia della SIFO, che cerca di fare il punto  sul tema “centralizzazione delle preparazioni oncologiche”  allestite nelle farmacie ospedaliere.

Le abbiamo chiesto un parere a seguito di quanto emerso qualche giorno fa dal congresso sul Risk management di Arezzo, dove si è parlato anche della Raccomandazione 14 in materia di ‘Centralizzazione nella preparazione di farmaci antineoplastici’.

A due anni di distanza dalla sua pubblicazione, da parte del Ministero della Salute, siamo ancora lontani dal raggiungimento dell’obiettivo nelle regioni italiane? Sentiamo cosa dice la Omodeo Salè.

Centralizzazione
La gestione delle terapie antiblastiche può essere molto costosa ed è opportuno pertanto effettuare una razionalizzazione delle risorse esistenti. La centralizzazione è una soluzione auspicabile per poter ridurre i rischi di esposizione degli operatori agli agenti citotossici, ridurre i danni al paziente e garantire la qualità e la sicurezza delle preparazioni.

I requisiti proposti dalla Raccomandazione 14 per effettuare la centralizzazione delle terapie non sono però facilmente sostenibili da tutte le strutture sanitarie soprattutto dalle piccole realtà che non hanno grossi volumi di attività e non hanno un numero significativo di pazienti in trattamento.

In questi casi sarebbe infatti dispendioso in termini economici pensare all’introduzione ed al mantenimento della centralizzazione delle terapie antiblastiche; sarebbe più utile considerare la possibilità di creare una rete di farmacie ospedaliere che possano collaborare insieme mediante l’attivazione di convenzioni. In questo modo i centri  con piccoli bacini d’utenza che non dispongono di unità di centralizzazione potrebbero appoggiarsi ai centri d’eccellenza e garantire in questo modo ai propri pazienti elevati standard di qualità dei trattamenti erogati.

Una possibile risposta per poter rendere più sostenibili le misure proposte potrebbe essere inoltre  quella di rivedere i processi all’interno delle proprie strutture organizzando l’attività in modo più funzionale mediante il coinvolgimento  diretto degli oncologi sulla programmazione delle agende del Day-Hospital (drug-day).

Gestione della terapia orale

Negli ultimi anni sempre più farmaci oncologici sono disponibili in formulazioni orali e questo ha consentito ai pazienti in trattamento la possibilità di gestire la terapia al domicilio. Nella Raccomandazione 14, si sottolinea la necessità di dedicare uno spazio all’interno dell’ospedale dedicato alla dispensazione della terapia oncologica con la presenza di personale adeguatamente preparato.

Il farmacista è l’interlocutore più appropriato per lo svolgimento di questa attività ma per poter essere un punto di riferimento per il paziente, dovrebbe lavorare con l’oncologo in modo sinergico al fine di  fornire delle informazioni chiare ed univoche al paziente.

La distribuzione diretta da parte del farmacista offre anche altri vantaggi come ad esempio una corretta e puntuale riconciliazione della terapia con la possibilità di intercettare eventuali reazioni avverse, monitoraggio e follow-up degli effetti collaterali e controllo dell’aderenza del paziente alla terapia.

In termini economici inoltre, la dispensazione esatta del numero di unità posologiche necessarie per la copertura del trattamento prescritto permette di evitare inutili sprechi, l’errata conservazione al domicilio del farmaco e la verifica dell’effettiva compliance del paziente.

Gestione del farmaco sperimentale

I farmaci sperimentali sono trattati in modo poco approfondito  e  in molte realtà ospedaliere sono trattamenti diffusi, sarebbe auspicabile approfondire questa tematica dando delle informazioni più puntuali e precise sulle modalità di gestione, prescrizione, somministrazione del farmaco di studio. In particolare, nel caso di farmaci sperimentali orali sarebbe opportuno approfondire la parte relativa all’informazione al paziente (indicazioni, modo d’uso, avvertenze) per arrivare alla definizione di linee guida comuni e condivise e di modulistica standard da proporre negli studi profit.

Sostenibilità economica dei requisiti proposti dalla Raccomandazione

Per poter soddisfare i requisiti indicati nel testo, è richiesto alle strutture di effettuare degli investimenti significativi in termini economici in un periodo in cui è molto difficile liberare risorse. Sarebbe pertanto auspicabile che le Regioni sostenessero stanziando  dei fondi ad hoc  le aziende ospedaliere per poter investire sul personale e sulle strutture sia nella fase iniziale di adeguamento ai requisiti richiesti che nel corso del loro mantenimento.

Il punto di vista SIFO

Come Coordinatore Nazionale dell’Area Oncologica SIFO, in collaborazione con l’area del rischio Clinico della SIFO è stato promosso il corso nazionale “La Raccomandazione ministeriale n.14: applicazione” proposto in tre edizioni (Milano, Roma e Catania) per fornire un valido approfondimento sia con un intento formativo sia con il proposito di individuare le eventuali aree di miglioramento e predisporre strategie di compensazione.


Dott.ssa Emanuela Omodeo Salè
Direttrice Farmacia Ospedaliera Istituto Europeo di Oncologia
Coordinatore Gruppo Oncologia della SIFO