Per i 250mila malati che in Italia si trovano ad avere necessità di cure palliative è quasi pronta la nuova legge n° 1771, già licenziata dalla Camera e in approvazione al Senato. Le prospettive di applicazione della Legge sono state presentate dalla SICP (Società Italiana Cure Palliative) in una conferenza stampa tenutasi oggi al Circolo della Stampa di Milano.

"Per essere davvero efficace - ha dichiarato Francesca Crippa Floriani, Presidente della Federazione Cure Palliative Onlus - la nuova legge non dovrà limitarsi alle buone affermazioni di principio che contiene, ma dovrà essere il punto di partenza per ulteriori passi concreti. La priorità assoluta va alla  necessità di realizzare la rete delle cure palliative in tutto il territorio nazionale, con standard di qualità omogenei e in integrazione col terzo settore: ora non sono più accettabili vuoti e differenze da Regione a Regione, da ASL ad ASL, da ospedale ad ospedale".

"Rimane ancora sospesa - ha sottolineato Floriani - l'adeguata definizione della figura del medico palliativista nel suo percorso formativo, e la volontà di portare avanti una ricerca di qualità nell'ambito delle cure palliative e della terapia del dolore. Aspettiamo quindi fiduciosi il passaggio in Senato e confidiamo in un ulteriore salto di qualità".

Per la migliore applicazione della nuova Legge, è necessaria un'analisi dettagliata sulla reale situazione dell'assistenza domiciliare per le cure palliative, e per questo la Sicp ha predisposto una indagine accurata sul territorio.

 "Abbiamo promosso assieme alla SIMG (Società italiana di Medicina Generale), alla AgeNaS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), al Ministero del Welfare e con il supporto della Fondazione Floriani e della Federazione cure palliative e della Wyeth Lederle, una ‘Indagine conoscitiva nazionale sullo sviluppo delle cure palliative domiciliari come livello essenziale di assistenza' - ha detto Giovanni Zaninetta, presidente nazionale di SICP - I risultati sono molto importanti perché ci permetteranno di comprendere l'effettivo stato delle cure palliative domiciliari nel nostro Paese, nella concretezza della pratica quotidiana al di là degli annunci o delle promesse."