Con 476 voti favorevoli e due astensioni la Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge, approvata, in un testo unificato, dalla Camera e modificata dal Senato, recante le Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.

Il ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, ha ringraziato l'opposizione per "il voto unanime" con cui e' stata approvata in Parlamento la legge sulle cure palliative. "E' una legge importante per il nostro Paese - dice Fazio - l'unanimita' e' motivo di soddisfazione. La legge riguarda chi ha problemi di dolore o di fine vita".

Prima di tutto è giusto chiarire la differenza fra cure palliative e terapie del dolore. Le prime sono costituite dall'insieme degli interventi finalizzati al benessere dei malati terminali, per i quali le cure non servono più ai fini della guarigione. Le terapie del dolore sono invece quelle applicate alle "forme morbose croniche" e servono al controllo del dolore.

Con la modifica introdotta in Senato, ogni ricoverato dovrà essere monitorato dai medici che lo hanno in cura anche sotto l'aspetto del dolore. Un obbligo che oggi esiste solo per i malati terminali e che ora si estende a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia per la quale essi vengono ricoverati. Le osservazioni dovranno essere annotate sulla cartella clinica.

Per assicurare entrambe le modalità di cura (palliative e cura del dolore) è stata prevista l'istituzione di due reti distinte: una per le cure palliative, l'altra per la terapia del dolore. Tali reti sono costituite dall'insieme delle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali (i cosiddetti hospice), nonchè dalle figure professionali, che provvedono all'erogazione delle cure.
Attualmente le tariffe delle cure palliative nelle strutture pubbliche e convenzionate variano molto da regione a regione. Dovranno diventare omogenee su tutto il territorio nazionale.

Importanti novità anche per la prescrizione dei farmaci antidolorifici, tra cui gli oppiacei, che saranno più facili da prescrivere- Basterà il ricettario ordinario e non sarà più necessario quello speciale per oppioidi e cannabinoidi. La legge prevede infatti che i farmaci antidolorifici vengano prescritti anche mediante ricettario rosso, quello, per intenderci, in uso presso i medici di famiglia. Ma riconosce questa possibilità ai soli medici dipendenti del Ssn, lasciando "fuori" i camici bianchi che operano all'interno di strutture private.
Il farmacista dovrà conservare copia o fotocopia della ricetta. Alcuni principi cannabinoidi, che sono importanti per malattie come la Sla, vengono inseriti nell'elenco dei farmaci consentiti.

È stanziata una quota fissa di 50 milioni di euro, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale. Affinchè le risorse vengano effettivamente destinate alla cura del dolore, la nuova legge prevede che le Regioni inadempienti non potranno accedere per l'anno successivo ai finanziamenti sanitari nazionali. Finanziamenti troppo esigui, lamenta l'opposizione, che si è astenuta dal voto all'articolo 12 del provvedimento, quello che regola, appunto, i capitoli di spesa.

La legge istituisce anche un Osservatorio nazionale permanente, incaricato di redigere un rapporto annuale sull'andamento delle prescrizioni.