Emofilia, al via "Vein" progetto per migliorare la somministrazione dei farmaci

Grande attenzione è da sempre riservata ai bambini emofilici che necessitano di un'elevata frequenza di venipuntura: un accesso venoso buono e velocemente ottenibile è poi fondamentale per i trattamenti d'urgenza. FedEmo e Bayer hanno dato vita a "Vein", un progetto che mette a disposizione semplici dispositivi tecnologici per facilitare la gestione dell'accesso venoso. Consente di migliorare la qualità di vita dei pazienti, soprattutto di quelli più fragili come anziani e bambini.

Grande attenzione è da sempre riservata ai bambini emofilici che necessitano di un’elevata frequenza di venipuntura: un accesso venoso buono e velocemente ottenibile è poi fondamentale per i trattamenti d’urgenza.

FedEmo e Bayer hanno dato vita a “Vein”, un progetto che mette a disposizione semplici dispositivi tecnologici per facilitare la gestione dell’accesso venoso. Consente di migliorare la qualità di vita dei pazienti, soprattutto di quelli più fragili come anziani e bambini.

Si tratta di dispositivi che si avvalgono di fasci di luce con frequenza vicina a quella dei raggi infrarossi: la luce emessa viene assorbita dall’emoglobina presente nei vasi sanguigni superficiali e riflessa nei tessuti circostanti. I vasi superficiali si evidenziano quindi direttamente sulla cute. Il visualizzatore ha la caratteristica di non riscaldare la cute del paziente, di non emettere radiazioni e di non dover essere posizionato a contatto con la cute.

“L'utilizzo di dispositivi di ausilio alla venipuntura rappresenta, tanto per i pazienti adulti che per le famiglie dei pazienti pediatrici, un importante aiuto nella gestione quotidiana delle terapie”, dichiara Cristina Cassone, Presidente FedEmo.

Il progetto prevede il coinvolgimento di cinque centri per la diagnosi e la cura delle malattie emorragiche congenite (MEC): Bari, Firenze, Parma, Pavia e Perugia, ai quali FedEmo ha fino ad oggi fornito i dispositivi. In futuro anche ulteriori centri potranno aggiungersi e beneficiare del progetto.

“L'infusione endovenosa periodica resta uno degli ostacoli maggiori che il bambino emofilico e la sua famiglia devono affrontare”, afferma infatti Paola Giordano, Medico Pediatra, Professore Associato di Pediatria all’Università degli Studi di Bari. “Vein è un'ottima soluzione per facilitare l'aderenza terapeutica. Visionare il circolo venoso garantisce una maggiore fiducia del paziente, senza dimenticare che l'adolescente può facilmente avviarsi ad autoinfusione guidata”, continua la Prof.ssa Giordano.

L’autoinfusione guidata rappresenta un momento critico anche nell’anziano che necessita di trattamenti anche per altre patologie. Fondamentale risulta quindi la facile reperibilità di un accesso venoso che non comprometta le successive infusioni.

Vein si inserisce nel quadro della proficua collaborazione che azienda e associazione intrattengono, con il comune obiettivo di essere sempre più vicini ai pazienti, rispondendo attraverso servizi e progetti alle loro necessità.