Farmaceutica, per la crescita punta sui giovani

L'incontro organizzato da SIF, Farmindustria e UniversitÓ degli Studi di Milano dal titolo "Il farmaco dalla ricerca di base alla terapia: sinergie tra accademia e impresa realtÓ e prospettive occupazionali del settore farmaceutico" ha voluto dare agli studenti la 'cassetta degli attrezzi' adeguata, per affrontare le sfide del presente.

Puntare sui giovani significa pensare al futuro. È quanto sta facendo l’industria farmaceutica in Italia. Secondo dati INPS infatti dal 2014 al 2017 gli addetti under 35 nelle imprese del farmaco sono aumentati dell’11% (rispetto a una crescita nulla dell’industria manifatturiera). Vale a dire l’81% della crescita dell’occupazione farmaceutica.

A dimostrazione che per le aziende i giovani rappresentano davvero una risorsa strategica. Perché in un mondo in rapida evoluzione – grazie ai progressi della tecnica e alle scoperte del genoma – e in cui i paradigmi cambiano continuamente è fondamentale avere idee, entusiasmo e coraggio.

E l’incontro di oggi a Milano - organizzato da SIF, Farmindustria e Università degli Studi di Milano - dal titolo “Il farmaco dalla ricerca di base alla terapia: sinergie tra accademia e impresa realtà e prospettive occupazionali del settore farmaceutico” ha voluto dare agli studenti la ‘cassetta degli attrezzi’ adeguata, per affrontare le sfide del presente.

Dall’importanza della collaborazione pubblico-privato per promuovere la ricerca scientifica alla valenza sociale, scientifica ed economica del settore, in particolare del biotech. E come trasformare il sapere in impresa attraverso il processo di trasferimento tecnologico che ha bisogno di essere implementato. Senza dimenticare di illustrare anche le prospettive occupazionali che le aziende del farmaco sono in grado di offrire.

L’Italia del farmaco è un fiore all’occhiello del Sistema Italia. È infatti al primo posto in Ue, con circa 32 miliardi, per produzione. Un successo dovuto all’export, l’80% del totale. E a risorse umane altamente qualificate, con un numero di addetti in crescita. Oggi sono 66.000 (90% laureati o diplomati), di cui 6.400 ricercatori. Molti giovani e tante donne che spesso hanno un ruolo di primo piano: rappresentano il 42% degli addetti, spesso con ruoli importanti. E nella Ricerca sono addirittura più degli uomini: 52% del totale. Gli investimenti in Ricerca e produzione poi sono pari a 2,8 miliardi all’anno (1,5 in ricerca, 1,3 in produzione).

L’evento sarà anche occasione di presentare una piattaforma che si chiama «Innovation Flow» e permetterà di far conoscere alle imprese, ai venture capitalists e alla comunità scientifica le ricerche più avanzate in campo di trasferimento tecnologico, per creare occasioni di investimento. «Non è quindi semplicemente un evento formativo – sottolinea il presidente SIF Alessandro Mugelli – ma un momento in cui si incontrano coloro che creano il sapere, ricercatori e accademici, con coloro che il sapere lo mettono a reddito, vale a dire imprenditori e persone dotate della capacità di trasformare la conoscenza in possibilità per la società civile: lo insegneremo agli studenti e lo mostreremo agli investitori».

“Mentalità flessibile, adattamento veloce e formazione continua. Sono questi i tre ‘trucchi’, uniti a curiosità intellettuale e valorizzazione delle differenze, da insegnare ai giovani”, commenta Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria. “Incontri come questi sono fondamentali per trasmettere l’idea di “imparare a imparare”. E lo sono anche per dare uno spaccato di una realtà, quella farmaceutica, viva e dinamica. Basti pensare che sono più di 16.000 i medicinali in sviluppo nel mondo, di cui oltre 7.000 in fase avanzata, in diverse aree terapeutiche. E il 70% ha le potenzialità per essere classificato first-in-class. Insomma una fase effervescente. Ma la Ricerca ha bisogno di continua linfa vitale, per mantenere viva la scintilla e per provocarne di nuove. Ecco perché vogliamo coltivare oggi i talenti di domani cercando di trasmettere passione, entusiasmo e fiducia.”