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Farmindustria, sentenza dell'India uccide la ricerca

La sentenza della Corte Suprema indiana che ha negato il brevetto al Glivec, un farmaco antitumorale prodotto dalla Novartis, ''deteriora l'innovazione e uccide la ricerca''. E' il parere di Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria.

''Oggi l'innovazione e' in mano soprattutto alle aziende farmaceutiche, che sopportano costi ingenti per sviluppare un farmaco - spiega Scaccabarozzi -. Perche' una molecola passi dalla scoperta, che e' quando si deposita il brevetto, al commercio passano dieci anni. La copertura dura venti anni, ma non dall'ingresso in commercio, quindi e' gia' dimezzata. Ridurla ulteriormente vuol dire uccidere la ricerca''.

Il problema dell'accesso ai farmaci, continua il presidente di Farmindustria, si risolve in altri modi: ''In molti paesi che non si possono permettere i farmaci, fra cui la stessa India, ci sono accordi con i governi in cui le aziende rinunciano alle royalties, o garantiscono prezzi piu' bassi - afferma Scaccabarozzi - ma con queste sentenze non si arriva da nessuna parte''.

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