HIV, le 5 news più importanti del 2017

Oggi i pazienti con HIV hanno un'aspettativa di vita e una qualità di vita pressoché sovrapponibile a quella della popolazione generale e questo grazie ai progressi ottenuti nello sviluppo di nuovi regimi terapeutici, soprattutto negli ultimi anni. Ma la ricerca sull'HIV non si ferma e nuove acquisizioni sull'infezione sono arrivate di recente.

Oggi i pazienti con HIV hanno un’aspettativa di vita e una qualità di vita pressoché sovrapponibile a quella della popolazione generale e questo grazie ai progressi ottenuti nello sviluppo di nuovi regimi terapeutici, soprattutto negli ultimi anni. Ma la ricerca sull’HIV non si ferma e nuove acquisizioni sull’infezione sono arrivate di recente.

Quali sono state le più importanti novità sull’HIV del 2017? Secondo il sto internet HIVandHepatits.com sono cinque:

Convergenza tra ricerca su HIV e tumori
Diverse terapie utilizzate per la cura dei tumori stanno trovando un nuovo ruolo negli studi sull’ infezione da HIV e alcune scoperte effettuate da gruppi di ricerca focalizzati sull’infezione, riguardo il funzionamento del sistema immunitario, stanno portando allo sviluppo di nuove immunoterapie contro il cancro.
L’unico caso noto di cura dell’infezione da HIV è risultato da un trapianto di midollo osseo per il trattamento della leucemia.

Riconoscendo questa convergenza, l’International AIDS Society ha istituito il primo HIV and Cancer Forum che ha preceduto l'International Society Conference on HIV Science tenutosi quest’estate a Parigi. La maggior parte delle ricerche congiunte finora condotte hanno evidenziato il perché sia così difficile curare entrambe le malattie.

Inosservabile = non trasmissibile
Le crescenti evidenze sul fatto che le persone sieropositive sottoposte a terapia antiretrovirale e con carica virale inosservabile non possano trasmettere l’infezione è rimasta una notizia di primo piano per diversi anni, ma dal 2017 viene considerata come dato assodato.

I risultati più recenti provengono dallo studio Opposites Attract, in cui non sono stati osservati casi di trasmissione di HIV in coppie omosessuali sierodiscordanti in cui il partner sieropositivo era in trattamento antiretrovirale e aveva raggiunto una carica virale inosservabile. Lo scorso ottobre, i CDC americani hanno riconosciuto che “non osservabile” significa “non trasmissibile”, e un movimento in crescita sta facendo conoscere questo dato alla comunità.

Regimi a due farmaci e nuove terapie
La ricerca continua a dimostrare che le persone che passano dalla terapia antiretrovirale standard a tre farmaci ad alcuni regimi a due farmaci possono mantenere la soppressione virale.

Dopo che gli studi SWORD hanno confermato che l'inibitore dell'integrasi dolutegravir più rilpivirina può mantenere una carica virale non rilevabile, l’FDA ha approvato questa combinazione come il primo regime a due farmaci a singola compressa.

Le nuove molecole in sviluppo per l’infezione da HIV includono ibalizumab, un anticorpo monoclonale inibitore dell’ingresso del virus nella cellula sviluppato per i pazienti altamente resistenti e con opzioni di trattamento limitate, il nuovo inibitore dell’integrasi bictegravir e una versione di doravirina di nuova generazione.

Infezioni in calo, ma non per tutti
Il numero delle nuove infezioni da HIV negli Stati Uniti è diminuito del 18% tra il 2008 e il 2014, secondo gli ultimi dati dei CDC.  Gli eterosessuali e le persone che fanno uso di droghe per via iniettiva hanno visto un maggior calo delle infezioni, mentre il tasso di incidenza è rimasto stabile per gli uomini omosessuali e bisessuali. In questa categoria di soggetti, gli omosessuali di origine africana hanno mostrato un tasso di infezione stabile, mentre i soggetti latinoamericani hanno visto un aumento dei casi di HIV. A livello locale, San Francisco ha riportato un calo delle infezioni pari al 16% e Londra ha visto una grande riduzione delle nuove diagnosi tra gli omosessuali. New York City ha recentemente riferito che le nuove diagnosi di HIV sono attualmente ai minimi storici. Gli esperti attribuiscono il calo delle infezioni a una combinazione di test più efficaci per la diagnosi e della terapia antiretrovirale sempre più precoce, così come alla disponibilità della profilassi pre-esposizione (PrEP).

Transessualità e HIV
Le donne transessuali (cioè nate di sesso maschile) sono particolarmente a rischio di infezione da HIV, anche se le statistiche sono scarse, soprattutto a causa dell’emarginazione in cui spesso vivono queste persone. Anche gli uomini transessuali potrebbero essere a maggior rischio di infezione, ma anche in questo caso non ci sono dati sufficienti per dimostrarlo. Alla IAS Conference on HIV Sciences dello scorso anno i ricercatori hanno presentato studi che dimostrano come le donne transessuali esitino a utilizzare la terapia antiretrovirale a causa delle preoccupazioni circa le interazioni con gli ormoni femminili. Attualmente, sono in corso studi per valutare la possibile interazione tra gli ormoni e la terapia o la PrEP.