Dott. Pietro Finocchiaro, Segretario Nazionale Della Sifo

Per capire come cambia la sanità è necessario affrontare il tema delle nuove tecnologie. L’innovazione riguarda i farmaci e i dispositivi medici che determinano da un lato miglioramenti in ambito terapeutico dall’altro un aumento di spesa. Negli ultimi anni terapie rivoluzionarie hanno cambiato la storia di alcune neoplasie così come i dispositivi medici hanno influenzato il decorso delle malattie cardiovascolari. Ognuno degli attori che operano in campo sanitario ha la responsabilità morale ed economica di tutte le scelte che compie. La nostra società scientifica ha attivato meccanismi interni con cui viene valutata l’opportunità dell’utilizzo di farmaci e dispositivi con una conseguente quantificazione dei costi.

Siamo consapevoli dell’importanza di adeguarsi alla realtà sanitaria, sempre più regionalizzata, ma va sottolineato che attualmente l’accesso al farmaco in Italia avviene in maniera ancora non uniforme (anche se vi sono esempi positivi: la Sicilia in questi anni è passata da un concetto di spreco a uno di assunzione di responsabilità e il merito è dell’Assessore Massimo Russo).

La figura del farmacista ospedaliero negli ultimi anni è cambiata radicalmente. Un tempo operava dentro la farmacia, poi è uscito “all’esterno” per avvicinarsi al paziente attraverso la consegna del primo ciclo terapeutico dopo le dimissioni dall’ospedale e agli utenti con prescrizioni di farmaci innovativi o del PHT, attraverso le farmacie territoriali. L’ulteriore passaggio è rappresentato dal contatto diretto con il paziente (e con il medico e l’infermiere) in reparto, come dimostrato dalla nuova figura professionale del farmacista di dipartimento. In altri Paesi questa è una realtà ormai consolidata (in Canada ad esempio il farmacista fa anche prescrizioni).

A mio giudizio, la formazione del farmacista si dovrebbe spostare più verso il ramo clinico e biologico. Ipotizzerei  un corso di laurea di “Farmacia clinica” nell’ambito del Dipartimento Universitario di Medicina e Farmacia (analogamente a quello di Odontoiatria). Da sempre la SIFO è particolarmente attenta alle esigenze dei giovani. Una della sessioni del Congresso infatti è dedicata alla “Formazione degli specializzandi tra vecchie e nuove esigenze”. Ci siamo trovati a un bivio quando sono cambiate le regole per la specializzazione a livello universitario: gli specializzandi impegnati a tempo pieno nelle farmacie ospedaliere e territoriali per 4 anni rischiavano di non ricevere alcuna remunerazione. Una situazione molto grave che ha portato a una scelta radicale da parte della SIFO: abbiamo assegnato una borsa di studio a tutte le Università italiane per attivare e programmare il nuovo Corso di specializzazione in farmacia ospedaliera.

Abbiamo assegnato 23 borse di studio per un importo complessivo di 260mila euro. Stiamo continuando a investire sui giovani mettendo in rete le scuole di specializzazione italiane in Farmacia Ospedaliera, per uniformare i criteri di formazione.