Gli italiani si fanno sempre più aiutare dagli antidepressivi e continua ad aumentare il rischio suicidi. I dati emergono dal Rapporto Osservasalute 2012, presentato questa mattina all'Università Cattolica di Roma, secondo il quale il consumo di farmaci contro la depressione è quadruplicato in dieci anni, passando da 8,18 (dosi giornaliere ogni mille abitanti) del 2000 a 36,1 del 2011, complice anche la "facilità di utilizzo" di questo tipo di medicinali, spesso prescritti anche "in caso di depressione lieve".

Altro dato 'osservato speciale' è il tasso dei suicidi, in continuo aumento negli ultimi anni, che nel biennio 2008-2009 si è attestato a 7,23 per 100.000 residenti dai 15 anni in su (nel 2009 se ne sono registrati 3870 contro i 3.607 del 2006). Un dato che "può essere un segno, oltre che di patologia psichiatrica, del crescente disagio sociale", si legge nel Rapporto, e che "va monitorato con attenzione anche al fine di prevedere un rafforzamento delle attività preventive e della presa in carico sanitaria e sociale di soggetti a rischio".

L'incremento registrato osservato negli anni più recenti, osserva il Rapporto, si deve pressoché esclusivamente a un aumento dei suicidi tra gli uomini (in particolare tra i 25 e i 69 anni) per i quali il tasso è passato da 11,70 (per 100.000) nel 2006 e nel 2007 a 11,90 (per 100.000) nel 2008 e 12,20 (per 100.000) nel 2009. A togliersi la vita è un uomo nel 77% dei casi (il tasso di mortalità è pari a 12,05 per 100.000 per gli uomini e a 3,12 per le donne).