Negli ambulatori dei medici di famiglia fino ad 1 paziente su 3  potrebbe soffrire di dolore cronico. Questo uno dei risultati dell'indagine ‘Il comportamento prescrittivo dei medici di medicina generale', promossa dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) con il supporto del Centro Studi Mundipharma.

Lo studio, condotto mediante il sistema di analisi Health Search/CSD patients Database (HSD), ha coinvolto 500 medici italiani, per un totale di 789.284 pazienti.
Dallo studio è emerso che circa il 27% degli assistiti soffre di una malattia importante associata a dolore cronico: artrosi (20,45%), artrite reumatoide (0,85%) o tumori (6,07%).

"Il medico di medicina generale è, dunque, il primo interlocutore per la cura del dolore, uno dei fattori più importanti che condizionano la qualità di vita delle persone" - spiega Claudio Cricelli, Presidente SIMG.

Ma a proposito della prescrizione di farmaci, quali sono le scelte del medico per il trattamento del dolore? Secondo l'analisi, prevale ancora la prescrizione dei FANS (39,6% delle prescrizioni), seguita da quella di analgesici oppiacei (9,5%) e paracetamolo (3,9%).
Dai risultati dello studio, quindi, emerge ancora una volta che la percentuale di prescrizioni degli oppioidi nel trattamento del dolore è molto contenuta in Italia: fatto che pone il nostro Paese in ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Questo aspetto emerge anche dai dati del Centro Studi Mundipharma, secondo i quali a settembre 2009 l'Italia si classificava ultima in Europa per spesa pro capite destinata agli oppioidi, con un valore pari a 0,83 €, contro una media europea di 3,87 € (valore massimo della Germania: 8,42 €).

"Oggi, - spiega il professor Guido Fanelli, coordinatore della Commissione ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative - grazie ad un'ordinanza ministeriale del 20 giugno 2009, è stato abolito il ricettario speciale per la prescrizione dei farmaci oppioidi che ne limitava di fatto l'utilizzo. Questo provvedimento mira a rendere più accessibili ai tanti malati con dolore cronico le cure più idonee, attraverso l'impiego di terapie a base di morfina, ossicodone, fentanyl o buprenorfina, farmaci fino a poco tempo fa poco accessibili. Oggi il medico ha dunque a disposizione più possibilità di cura, che dovrebbe sfruttare al meglio per garantire la migliore assistenza al proprio paziente." conclude Fanelli.

"Le nuove norme  - continua Cricelli - favoriscono e facilitano la prescrizione dei farmaci oppioidi e permettono oggi di superare le antiche barriere burocratiche e ideologiche che ne impedivano la diffusione. Eppure, - continua Cricelli - al fine di sfruttare queste nuove opportunità terapeutiche, è anzitutto necessario che il medico di medicina generale abbia la possibilità di seguire un adeguato percorso formativo sull'utilizzo di questi farmaci e le loro potenzialità."