Microscopia Laser Confocale, nuova frontiera per la diagnosi precoce del melanoma

Presentati per la prima volta durante il 24^WCD, congresso mondiale di dermatologia in corso a Milano, i risultati di uno studio italiano sull'utilizzo della Microscopia Laser Confocale. Si aprono così nuove frontiere per la diagnosi precoce del melanoma con meno asportazioni e più risparmio economico.

Presentati per la prima volta durante il 24^WCD, congresso mondiale di dermatologia in corso a Milano, i risultati di uno studio italiano sull’utilizzo della Microscopia Laser Confocale. Si aprono così nuove frontiere per la diagnosi precoce del melanoma con meno asportazioni e più risparmio economico.

Una ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia dimostra un più alto livello di accuratezza diagnostica della RCM (96%) rispetto alla Dermoscopia (90%)

Un risparmio economico di 200 mila euro per ogni milione di abitanti per anno e la riduzione di oltre il 50% delle asportazioni, con accuratezza diagnostica del melanoma superiore rispetto alla Dermoscopia: sono questi gli elementi concreti più rilevanti che emergono da uno studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che sarà presentato per la prima volta nel corso del 24th World Congress of Dermatology, a Milano fino a sabato. La ricerca dimostra un più alto livello di accuratezza diagnostica della Microscopia Laser Confocale (96%) rispetto alla Dermoscopia (90%).
I dati, in corso di pubblicazione, evidenziano la performance diagnostica su lesioni equivoche per la diagnosi di melanoma.

Sensibilità (capacità di trovare il melanoma) RCM=96% vs. Dermoscopia=90%; specificità (nevo benigno anche se sospettato come melanoma) RCM=56% vs. Dermoscopia=38%. “Una percentuale del 96% è altissima in medicina, vuol dire la precisione con cui identifichiamo - dichiara il professor Giovanni Pellacani, a capo del Dipartimento di Dermatologia dell’UNIMORE e presidente del WCD2019 - la nuova tecnologia è rapida nell’acquisizione, in uno, due minuti si riesce a valutare una lesione a livello istologico”. Il progetto di ricerca, finanziato dal ministero della Salute, ha esaminato 3mila casi (si hanno i dati sui primi 2mila). Hanno partecipato, oltre a UNIMORE, l’IRCCS di Reggio Emilia e l’IRST di Mendola.

Studio che ha previsto due gruppi: uno con l’uso della sola dermoscopia e l’altro anche con l’utilizzo di Microscopia Laser Confocale. Senza utilizzo di confocale: 3 nevi benigni tolti per trovare un melanoma. Con Confocale: 1,4 nevi benigni tolti per trovare un melanoma. Percentuale di asportazione di nei benigni risparmiata: 64%.

“È la prima volta che viene fatto uno studio così preciso e impegnativo come risorse – spiega il professor Pellacani – in questo modo possiamo togliere meno nevi e più melanomi con un risparmio elevato di 200 mila euro ogni milione di abitanti ogni anno per il Sistema sanitario nazionale”.

Scenario generale. La diagnostica del melanoma cutaneo negli ultimi anni grazie all’utilizzo di metodiche non invasive quali la videodermatoscopia ha aumentato la sua accuratezza diagnostica, permettendo così di diagnosticare quei nevi che potrebbero sembrare nevi ma che sono in realtà melanomi. Tale diagnosi avviene così in modo precoce, in fase iniziale prima che il tumore possa creare problemi.

La diagnostica non invasiva per lesioni cutanee della nostra pelle negli ultimi anni si è ulteriormente evoluta con metodi diagnostici ancor più accurati che “scannerizzano” il nevo e permettono così la loro esatta diagnosi. Tra le metodiche più innovative la Microscopia Laser Confocale che con una capacità risolutiva simile a quella istologica permette una esatta diagnosi sia di melanoma sia di una eventuale benignità evitando escissioni chirurgiche non necessarie.

Basta quindi sottoporsi ad un’accurata visita con questa strumentazione di tutti i nevi del nostro corpo, con tale screening si evita così che il melanoma possa essere diagnosticato troppo tardi.