Milano, Convegno Nazionale su immunoterapia dei tumori, la rinascita di un antico sogno

Come combattere i tumori grazie all'immunoterapia del cancro sarà al centro del Convegno Nazionale "Immunoterapia in Oncologia: attualità e prospettive" che si terrà a Milano l'11 dicembre.

Come combattere i tumori grazie all’immunoterapia del cancro sarà al centro del Convegno Nazionale “Immunoterapia in Oncologia: attualità e prospettive” che si terrà a Milano l’11 dicembre.

Oggi assistiamo a un tumultuoso sviluppo della immunoterapia dei tumori, grazie alla migliorata conoscenza dei meccanismi che sottostanno alla crescita neoplastica e alla mobilitazione delle difese immunitarie del nostro organismo nei confronti delle malattie tumorali. In particolare, esistono oggi farmaci innovativi: i cosiddetti “immune checkpoint inhibitors”, in grado di restaurare e potenziare la reazione del paziente nei confronti dell’aggressione portata dal cancro.

Le neoplasie che si sono dimostrate particolarmente sensibili a questa autentica nuova frontiera, che in realtà riprende la storica speranza di fermare il tumore stimolando le fisiologiche difese dell’organismo anziché bombardarlo con agenti citotossici più o meno intelligenti, sono rappresentate in primo luogo dal melanoma maligno (le cui implicazioni immunologiche erano note da tempo, ma nei confronti del quale disponevamo finora di armi terapeutiche alquanto deboli) e poi da big killers come il carcinoma del polmone non a piccole cellule (squamoso e non squamoso), quello del colon nella rara variante ipermutata con instabilità microsatellitare, quelli dello stomaco, della testa-collo, del rene e della vescica…e altri ancora in corso di studio.

La comparsa sulla scena terapeutica di questi nuovi agenti, già disponibili nella pratica clinica (ipilimumab e nivolumab) o di prossima introduzione e sviluppati come immunoterapie target all’identificazione del paziente responder  (pembrolizumab, atezolizumab altre molecole…) è stata salutata con entusiasmo dagli oncologi medici, che vedono ora risposte terapeutiche e soprattutto sopravvivenze prolungate in pazienti  fino a pochissimi anni fa destinati a morte certa e rapida.

Il trattamento è poi combinabile con forme di trattamento più tradizionali, come ad esempio la radioterapia, può comportare la associazione di più molecole tra loro e potrebbe giovarsi dello studio di biomarcatori di risposta alla terapia.

Vi sono, d’altra parte, tutta una serie di quesiti molto rilevanti per la pratica clinica:
•    Come gestire al meglio gli effetti collaterali di questi famaci, notevolmente differenti da quelli dei chemioterapici (alterazioni endocrine, sindromi dermatologiche, epatopatia, diarrea…)?
•    Come affrontare i costi molto elevati di questo prodotti? Sono necessari fondi aggiuntivi a livello nazionale o regionale?
•    Come identificare i Centri di prescrizione e di riferimento per la somministrazione di questi agenti?
•    Quale rapporto tra le strutture “hub” e quelle “spoke” che inevitabilmente verranno a delinearsi?
•    Sarà possibile davvero un meccanismo virtuoso di networking?
•    Come verranno garantiti i diritti dei pazienti a un equo ed efficiente accesso alle migliori cure, tra appropriatezza e sostenibilità?
•    Quali spazi e modalità per la ricerca clinica e traslazionale, tanto registrativa quanto indipendente?

Sono questi i temi al centro del convegno di Milano.