Nella regione Veneto la parte del leone nella lotta contro il dolore la fanno gli oppioidi, il cui consumo dal 2004 al 2009 è cresciuto del 231 per cento, con un significativo aumento dell'uso di tramadolo e di oxicodone (con o senza paracetamolo). Nello stesso intervallo temporale cala invece del 12 per cento l'uso di morfina. Quanto al periodo 2007-2009 l'uso dei farmaci contro il dolore aumenta nel complesso dell' 8 per cento rispetto al triennio precedente.
Sono alcuni dati emersi dallo studio "Farmaci per il trattamento del dolore nella Regione Veneto", condotto da Dialogo sui farmaci, pubblicato nel n. 6/12 della rivista.

L'analisi prende in considerazione le prescrizioni non ospedaliere a carico del Servizio Sanitario Nazionale relative alle diverse classi di farmaci per il trattamento del dolore: analgesici - antinfiammatori quali FANS e Coxib; altri analgesici, come aspirina, paracetamolo e metamizolo; gli oppioidi e infine i farmaci per il trattamento del dolore neuropatico. I dati esaminati sono quelli forniti dall'Unità d'Informazione sui Farmaci della Regione Veneto.

Come atteso, nel triennio 2007-2009 gli antidolorifici più utilizzati sono gli analgesici antinfiammatori, il cui uso si mantiene costante nel tempo. Seguono gli oppioidi, per i quali si registra un incremento del 45 per cento. Mentre, sempre nel triennio, il consumo dei farmaci per il trattamento del dolore neuropatico segna un aumento del 50 per cento, tenendo presente però che molti di questi medicinali hanno altre indicazioni terapeutiche, come duloxedina, che è utilizzata anche per la depressione.

Nel confronto con i dati nazionali in Veneto l'impiego degli analgesici antinfiammatori è addirittura inferiore del 30 per cento rispetto alla media italiana. Mentre l'uso degli oppioidi nel complesso risulta superiore di circa il 7 per cento. Il fatto è positivo, tanto più che l'uso degli oppioidi forti, per il dolore severo, è maggiore addirittura del 30 per cento rispetto alla media nazionale. E sebbene nelle ULSS venete si osservi una grande eterogeneità nell'uso degli oppioidi, i dati complessivi mostrano una crescente attenzione nei confronti di questi medicinali, da incoraggiare. Non a caso, il maggior uso di oppioidi si registra nelle Aziende sanitarie venete che hanno strutturato e consolidato equipe di cure palliative e/o servizi di terapia antalgica.

Nel complesso, dall'analisi di Dialogo sui farmaci emerge che l'aumento del consumo degli analgesici in Veneto, come del resto in tutte le altre regioni, è da sostenere. Senza però allentare la pressione culturale verso un'appropriata valutazione e un buon trattamento del dolore. Tanto più che si tratta di un impegno doveroso per i professionisti della salute, segno imprescindibile di civiltà. Senza dubbio facilitato anche dalle nuove norme regionali e nazionali, come la legge 38/10 sulle

"Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore", che nelle forme sintomatologiche severe prevede adempimenti più "snelli" per le prescrizioni degli oppioidi a carico del SSN.