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Piano europeo per la lotta all'antibiotico resistenza

La Commissione Europea ha lanciato un piano di azione del valore complessivo di 224 milioni di euro finalizzati alla lotta all’antibiotico resistenza. La Innovative Medicines Initiative metterà sul piatto 109 milioni di euro e le aziende farmaceutiche metteranno il resto, insieme alla disponibilità di centri di R&S e ad altri asset.

Il piano di ricerca, chiamato NewDrugs4BadBugs, è la prima parte di un piano annunciato lo scorso mese di novembre dalla Commissione Europea al fine di contrastare la diffusione di germi patogeni antibiotico resistenti. L’obiettivo del progetto è di migliorare la comprensione scientifica dei meccanismi di antibiotico resistenza, il disegno e l’implementazione di trial clinici efficienti e lo sviluppo di nuovi candidati farmaci.

Le aziende coinvolte comprendono AstraZeneca, Basilea, Johnson & Johnson's Janssen Research & Development unit, GlaxoSmithKline e Sanofi.  La parte centrale del piano è la condivisione delle informazioni, ha detto David Payne, a capo della sezione discovery degli antibiotici di GlaxoSmithKline. Payne ha affermato che i dati che verranno condivisi comprendono le diverse strategie di discovery messe in atto dalle aziende, aggiungendo che la comprensione degli insuccessi è una delle parti più importanti sulle quali si può migliorare per aumentare l’efficienza della R&S sugli antimicrobici.

Il programma prevede la messa a punto di un centro informative (“hub”) per consentire la condivisione delle informazioni tra la comunità scientifica che si occupa di lotta alle infezioni. Il programma è suscettibile di ulteriori espansioni già nel corso del 2012.

Lo scorso anno l’OMS  ha lanciato un allarme alle industrie farmaceutiche, ai Governi e ai sanitari coinvolti nell’assistenza a chi è colpito da una infezione per richiamare l’attenzione sulla crescita del problema delle resistenze batteriche. Si stima che ogni anno in Europa vi siamo circa 25mila decessi attribuibili alle resistenze batteriche. Al problema clinico si accompagna un costo sociale ed economico, stimato in circa 1,5 miliardi di euro ogni anno.

Nonostante il bisogno di nuovi antibiotici sia così sentito, la realtà è che negli ultimi 30 anni si sono affacciate in terapia solo due nuovi classi di farmaci antiinfettivi. Al contrario, molte aziende farmaceutiche una volta impegnate in questo settore lo hanno lasciato.

Le principali barriere allo sviluppo di nuovi antibiotici sono le seguenti: a scoperta e lo sviluppo di nuovi agenti è una difficile sfida scientifica, vi sono da superare  notevoli difficoltà di tipo regolatorio e normativo e, non ultimo, il basso ritorno sugli investimenti per le aziende che li sviluppano, rispetto ai farmaci che vanno a curare le patologie croniche.

Innovative Medicines Initiative (IMI)  è la più grande partnership pubblico privato nel settore della cura della salute. IMI sta migliorando l’ambiente della ricerca farmaceutica attraverso la creazione e lo sviluppo di network industriali e accademici per la realizzazione di progetti collaborativi.
L’Unione europea contribuisce con fondi per 1 miliardo di euro e le aziende farmaceutiche, consorziate  nella European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations (EFPIA), con un altro miliardo. Attualmente, The Innovative Medicines Initiative, sta supportando 30 progetti di ricerca, alcuni dei quali stanno già producendo risultati colto incoraggianti.

Comunicato stampa di Innovative Medicines Initiative

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