Pratica clinica real world, dupilumab conferma efficacia e sicurezza in pazienti con dermatite atopica moderata-grave. #WCD2019

Le citochine di tipo 2, come IL-4 e IL-13, sono necessarie per innescare e propagare l'infiammazione associata alle patologie atopiche e in particolar modo giocano un ruolo chiave nella patogenesi della dermatite atopica (AD) e di patologie respiratorie come l'asma e la rinosinusite cronica con poliposi nasale. Per tale motivo Ŕ stato sviluppato dupilumab, il primo farmaco biologico diretto contro il recettore di queste interleuchine.. Durante il congresso mondiale di dermatologia WCD2019 sono stati presentati nuovi dati dal mondo reale che confermano la sua efficacia e sicurezza nel corso di 16 settimane in pazienti con AD moderata-grave.

Le citochine di tipo 2, come IL-4 e IL-13, sono necessarie per innescare e propagare l’infiammazione associata alle patologie atopiche e in particolar modo giocano un ruolo chiave nella patogenesi della dermatite atopica (AD) e di patologie respiratorie come l’asma e la rinosinusite cronica con poliposi nasale. Per tale motivo è stato sviluppato dupilumab, il primo farmaco biologico diretto contro il recettore di queste interleuchine.. Durante il congresso mondiale di dermatologia WCD2019 sono stati presentati nuovi dati dal mondo reale che confermano la sua efficacia e sicurezza nel corso di 16 settimane in pazienti con AD moderata-grave.

Esperienza della UO di Dermatologia della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e del Dipartimento di Fisiopatologia Medico-Chirurgica e dei Trapianti dell’Università degli Studi di Milano
In questo studio sono stati considerati 103 pazienti con AD moderata-grave e storia di fallimento o intolleranza alla ciclosporina. Tali soggetti sono stati trattati con una dose iniziale di dupilumab 600 mg seguita da somministrazioni bisettimanali al dosaggio di 300 mg.

Sono stati raccolti i seguenti dati al tempo 0 (T0), dopo 4 settimane e dopo 16 settimane per ogni paziente: sesso, precedenti trattamenti per la AD, comorbilità atopiche e familiarità, età di insorgenza e decorso della malattia, forma di presentazione clinica della stessa (classica, eczema-prurigo, prurigo nodulare o AD suberitrodermica).

Per misurare l’impatto multidimensionale della malattia ed i relativi miglioramenti dopo l’inizio del trattamento, i ricercatori hanno valutato le lesioni cutanee attraverso l’indice EASI (Eczema area and severity index), i sintomi e il loro impatto sulla qualità di vita misurati tramite i PROs (patients reported outcomes) utilizzando 3 indici principali: POEM (patient-oriented eczema measure), DLQI (dermatology life quality index) e HADS (hospital anxiety an depression scale) e le scale Itch-NRS e sleeping-NRS.

Infine, sono stati considerati i dosaggi delle immunoglobuline IgE e degli eosinofili e gli eventi avversi associati al trattamento.
Alla settimana 4 il punteggio EASI-50 è stato raggiunto dall’85% dei pazienti e l’EASI-75 da circa il 50%, con un miglioramento significativo del prurito e della qualità della vita. Un ulteriore miglioramento è stato osservato alla settimana 16, con un 37% di pazienti che hanno raggiunto l’EASI-90.

Il trattamento è stato ben tollerato. Per quanto riguarda gli eventi avversi nel 3,8% dei casi c’è stata una esacerbazione della malattia; il 3,8% ha evidenziato secchezza della pelle; lo 0,9% psoriasi; lo 0,9% mollusco contagioso; il 5,8% congiuntivite; il 3,8% blefarite e il 3,8% xeroftalmia.

In conclusione, in questo studio è stata presentataun’importante esperienza monocentrica italiana con dupilumab in un periodo di 16 settimane in pazienti con dermatite atopica moderata-grave e, da quanto emerge, dupilumab potrebbe essere un farmaco chiave per il trattamento di questi soggetti grazie ai buoni risultati clinici e agli eventi avversi lievi.

Esperienza di 39 centri dermatologici italiani
Durante il congresso la Prof.ssa Maria Concetta Fargnoli, dipartimento di Dermatologia-Università dell’Aquila, ha presentato un’esperienza real world relativa all’utilizzo di dupilumab in 39 centri dermatologici italiani.

Si tratta di uno studio retrospettivo, in pazienti adulti con dermatite atopica moderata-grave che sono stati osservati da giugno 2018 a febbraio 2019 in un programma di accesso nazionale autorizzato da AIFA.

I criteri di accesso allo studio comprendevano: età superiore ai 18 anni, diagnosi di AD moderata-grave, punteggio EASI pari o superiore a 24, controindicazioni/fallimento/effetti collaterali verso il trattamento con ciclosporina.
Non potevano partecipare quanti erano in trattamento concomitante con anti-infiammatori sistemici o farmaci immunomodulanti o con informazioni non complete al basale.

I pazienti hanno ricevuto una dose iniziale di dupilumab 600 mg per via sottocutanea (sc), dopo 2 settimane una seconda dose di 300 mg sc e dopo altre due settimane un’ultima dose sempre da 300 mg sc.

I pazienti sono stati valutati clinicamente al basale considerando il pattern di malattia e il t fenotipo di AD (forma classica, dermatite nummulare, prurigo, eritroderma).

Sono state considerate anche eventuali localizzazioni della malattia in aree sensibili come viso, mani e genitali, le comorbilità, i trattamenti precedenti, i parametri di malattia oggettivi e soggettivi e gli eventi avversi.
La gravità della malattia è stata valutata dopo 4 e 16 settimane di trattamento attraverso il punteggio EASI, le scale numeriche Itch-NRS e Sleep-NRS e la qualità di vita tramite il DLQI.

I medici hanno tenuto in considerazione anche il conteggio degli eosinofili e il livello sierico di IgE quando disponibili.
La popolazione considerata era composta da 109 pazienti per la maggior parte uomini (65.1%) con una età media di 37,9 anni e una media di anni dall’insorgenza della patologia di 14,3.

L’analisi dei dati ha evidenziato che il fenotipo maggiormente presente era quello classico (73%), seguito da eritroderma (12%) e poi da prurigo e nummulare (8% e 7%, rispettivamente).
Per quanto riguarda le localizzazioni in aree sensibili, nel 76,1% dei casi era interessato il volto, nel 61,5% le mani e nel 22,9% i genitali.

Le comorbilità allergiche più frequenti erano rinite (44,9%), asma (38,5%), congiuntivite (33,0%) e allergia al cibo (15,6%).Altre comorbilità erano di natura psichiatrica/psicologica nell’11% e ipertensione e disturbi cardiovascolari nel 10% dei casi.

Analizzando i trattamenti usati in precedenza, nella maggior parte dei casi erano stati utilizzati ciclosporina e corticosteroidi (88,9 e 88,1% dei casi), a seguire UV (45,8%), metrotressato (24,7%), azatioprina (16,5%), omalizumab (7,3%) e infine micofenolato mofetile (0,9%).
Riguardo ai risultati, alla settimana 4 la percentuale di riduzione del punteggio EASI è stata del 54,2%, e a 16 settimane del 72,5%.

Tre pazienti hanno abbandonato prima del timepoint delle 4 settimane: uno per sanguinamento ano-rettale per ragadi anali, il secondo per inefficacia del trattamento e il terzo per scelta personale del paziente.

Anche i parametri di efficacia Itch-NRS e Sleep-NRS sono diminuiti in maniera significativa dopo 4 e 16 settimane.
Il punteggio Itch è passato da 8,4 del basale a 4,1 dopo 4 settimane fino a 2,5 dopo 16 settimane.
Analogamente, il punteggio Sleep è passato da 6,9 del basale a 3,3 a 4 settimane fino a 1,9 a 16 settimane.

Il trattamento con dupilumab ha anche influenzato in maniera positiva la qualità della vita misurata attraverso il DLQI. E’ stata infatti evidenziata una diminuzione del punteggio del 52,9% dopo 4 settimane di trattamento e del 69,1% dopo 16 settimane.

I livelli sierici delle IgE totali sono stati forniti per il 60.5% dei pazienti e mostravano un valore normale al basale per l’80,3% di essi (pari a 5099x103 IU/l; SD 7728). Dopo 16 settimane è stata osservata una diminuzione nel 75% dei pazienti a un valore di 4059x103 IU/l (SD 6708).

Nel 25% dei pazienti i livelli delle IgE sono rimasti invariati durante il periodo di trattamento.
Il sesso, l’età e il punteggio EASI al basale non erano significativamente associati all’EASI-75 alla settimana 4 (p=0,279; p=0,832; p=0,140, rispettivamente) e alla settimana 16 (p=0,833; p=0,538; p=0,420, rispettivamente).

Al basale, è stata evidenziata una correlazione positiva tra i livelli sierici totali di IgE e il punteggio basale EASI (r=0,33, p=0,002).
Correlazioni significative sono state anche osservate tra IgE basali e riduzione del punteggio EASI alla settimana 4 (r=0,26, p=0,021) e alla settimana 16 (p<0,001).

Per quanto riguarda la sicurezza, il 19,2% dei pazienti ha avuto un effetto collaterale in genere di grado lieve. Solo un evento avverso ha determinato l’interruzione del trattamento mentre l’effetto collaterale maggiormente presente è stata la congiuntivite nell’11% dei casi. Si sono manifestate artralgie, mal di testa, reazioni nel sito di iniezione, affaticamento, follicolite e sanguinamento ano-rettale ma in tutti i casi queste manifestazioni non superavano l’1,8% dei pazienti.

Altri studi real life
Oltre a questi studi nella vita reale, negli ultimi mesi e anni sono stati pubblicati risultati inerenti dupilumab nella pratica clinica di altri Paesi come Danimarca, Francia, Spagna, Olanda e Spagna, pubblicati su autorevoli riviste scientifiche e con risultati molto simili a quelli italiani.

In conclusione, dupilumab in un contesto italiano di vita reale migliora significativamente già a 4 settimane la gravità della malattia, il prurito, il sonno e la qualità della vita di pazienti adulti con dermatite atopica moderata-grave. Anche il profilo di sicurezza è risultato favorevole confermando quanto osservato negli studi clinici e in altri studi real world.

Ferrucci S.M. et al, Dupilumab in real world clinical practice; efficacy and safety in patients woth moderate to severe atopic dermatitis. Presented at: 24th World Congress of Dermatology; June 1015, 2019; Milan.

Fargnoli M.C. A real life italian experience on efficacy and safety of dupilumab in adult patients with atopic dermatitis. Presented at: 24th World Congress of Dermatology; June 10-15, 2019; Milan.