Primo Master italiano di chirurgia dell'obesitā chiude con un "live surgery workshop"

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Dopo un Master di due anni, medici e infermieri provenienti da tutta Italia si sono incontrati per una giornata di formazione presso il Policlinico di Tor Vergata per discutere delle tecniche di chirurgia bariatrica laparoscopica in modalitā "Live"

Bendaggio gastrico, sleeve gastrectomy, by-pass gastrico, diversione biliopancreatica, queste sono alcune delle tecniche chirurgiche laparoscopiche che vengono oggi utilizzate su quei pazienti che necessitano di un intervento perché “malati di obesità”.

L’obesità, infatti, è una vera e propria patologia, misurabile attraverso uno standard internazionale il BMI, l’indice di massa corporea calcolabile con la formula (peso in kg diviso l’altezza in metri al quadrato). Viene considerato obeso grave un paziente con un BMI superiore a 35 in presenza di gravi patologie associate e causate dall’obesità che determinano un aumento del rischio di morte; chi, invece, rientra nella fascia con BMI tra 30 e 35 è definito obeso di “primo grado”. 

Proprio di questa malattia e dei percorsi più efficaci per contrastarla si è parlato ieri a Roma in occasione del “Live Surgery Workshop” organizzato presso il Policlinico di Tor Vergata dal Professor Achille Lucio Gaspari, Professore Ordinario di Chirurgia Generale e da Paolo Gentileschi, Professore Associato presso la Cattedra di Chirurgia dell’Università di Tor Vergata e Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia dell’Obesità del Policlinico di Tor Vergata.

Durante questo “Live Workshop” si è discusso, con collegamenti dalla sala operatoria, delle tecniche chirurgiche laparoscopiche mininvasive legate al trattamento dell’obesità. Inoltre, sono state ascoltate le testimonianze di psichiatri, internisti e specialisti che hanno fatto il punto sulle tematiche inerenti il trattamento di questa delicata tipologia di pazienti.

In Italia, l’obesità colpisce circa 5.5 milioni di persone, di cui 5 milioni con un B.M.I. compreso tra 30 e 40 Kg/m2 e 500.000 con un B.M.I. 40 Kg/m2 (Linee Guida SICOB), si tratta, infatti, di una malattia grave e progressivamente invalidante, caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo, spesso associato a patologie croniche come il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, la sindrome delle apnee notturne e la possibilità di sviluppare con più facilità alcune neoplasie. Una condizione in grado di compromettere le funzioni vitali di un individuo e ridurne l’aspettativa di vita. 

“Abbiamo organizzato questo workshop, a conclusione del Master in Chirurgia dell’Obesità Patologica, perché riteniamo sia il modo più adeguato per chiudere il percorso altamente qualificante affrontato dai chirurghi negli ultimi due anni” - spiega il Professor Gentileschi, Coordinatore del Master -. “I pazienti obesi hanno generalmente un quadro clinico complesso, per questo, è fondamentale formare personale altamente qualificato”. 

“Quando l’adozione, per un periodo di circa due anni, di un corretto regime alimentare, di uno stile di vita salutare (attività fisica) ed eventualmente di una terapia medica, non produce esiti positivi, a pazienti con BMI maggiore di 35 e con patologie correlate è corretto indicare l’intervento di chirurgia bariatrica - spiega Gentileschi -. Al Centro di Eccellenza per la cura dell’Obesità del Policlinico Tor Vergata, Diretto dal Professor Paolo Sbraccia, ogni caso viene valutato accuratamente da un team interdisciplinare composto principalmente da internisti, nutrizionisti, endocrinologi, psichiatri, chirurghi  che sottopongono l’individuo obeso ad una serie di accurate visite. Questo percorso porta, nei casi ritenuti idonei, all’intervento chirurgico predisposto di volta in volta in base alle specifiche esigenze del paziente”.

La chirurgia laparoscopia, con cui vengono eseguiti tutti questi tipi di interventi, è una tecnica mininvasiva che ha reso possibile operare i pazienti in modo più sicuro. Attraverso poche  incisioni (dell’ordine di circa un centimetro attraverso le quali introdurre la strumentazione chirurgica) è possibile effettuare un intervento di chirurgia bariatrica, riducendo il dolore post-operatorio e la percentuale di complicanze post operatorie come le infezioni e permettendo al paziente una ripresa più rapida. 

“Sono eleggibili al trattamento di chirurgia bariatrica uomini e donne dai 18 ai 65 anni (Linee Guida SICOB), anche se la fascia di età più colpita da questa patologia è quella dai 30 ai 50 anni ed è anche quella in cui l’intervento chirurgico è più indicato. Se nei giovani e giovanissimi, infatti, sono consigliati percorsi di “rieducazione alimentare” ed attività fisica associata, negli adulti ci si trova di fronte a scorrette abitudini alimentari che potremmo definire croniche, dove la chirurgia può offrire  giovamento al paziente, più di ogni altra terapia”conclude il Professor Gentileschi.