Sono trascorsi 25 anni da quando la fluoxetina, meglio nota come Prozac, è arrivata sul mercato, nel gennaio 1988 negli Stati Uniti, e l'anno successivo in Gran Bretagna. Un quarto di secolo in cui questo farmaco antidepressivo è entrato nella cultura e nel linguaggio, e ha cambiato anche il modo di pensare alle persone con problemi mentali, inducendo una maggiore accettazione a livello sociale dell'assunzione di antidepressivi. A ripercorrerne la storia è oggi la Bbc.

Tanto che ormai è diventato sinonimo di tutti gli antidepressivi e compare anche nell'Oxford English Dictionary. Attualmente, europei e americani assumono antidepressivi all'incirca nella stessa misura. Nel 2010, un europeo su 10 assumeva tali farmaci, mentre negli Usa è l'11% delle persone con più di 12 anni a farne uso.

Prodotto dalla farmaceutica statunitense Eli Lilly, deve la sua fama al di fuori della sfera terapeutica all'autobiografia bestseller di Elizabeth Wurtzel "Prozac Nation", scritto negli anni Ottanta e ristampato nel 2002 vendendo 120mila copie. Il racconto della sua lotta con la depressione, dei suoi tentativi di curarla e di come è riuscita a uscirne è anche diventato un film (uscito nel 2001), interpretato da Christina Ricci ma uscito solo nel paese d'origine del regista, la Norvegia.

Il film affronta il problema dell'assuzione di psicofarmaci in caso di "male oscuro", una malattia difficile da comprendere fino in fondo e che rende tanto la diagnosi quanto la cura piuttosto complicate. Di fatto, però, nella classifica dei farmaci più venduti ai primi posti si trovano proprio gli antidepressivi. E le statistiche dicono che un europeo su 10 li assume, altrettanto vale per gli americani.  

Con il tempo è diventato talmente diffuso che negli anni sono arrivate la versione per cani e nel 2007 si è consentito l'uso sui bambini in Italia, insieme ad altri psicofarmaci, sotto strette precise direttive. Dal 2001 il Prozac ha perso la protezione brevettuale e dal 2010 è uno dei quattro antidepressivi che l'Fda ha autorizzato per i piloti.

Nel 2004 la Food and drug administration decise di far segnalare su tutti gli antidepressivi il rischio di aumento di pensieri e comportamenti suicidi per bambini e adolescenti, anche se il Prozac, negli studi condotti si rivelò uno dei più innocui da questo punto di vista: «Il Prozac», ha spiegato Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria, «ha contribuito alla serenità di parte dell'umanità, cambiando la prospettiva delle cure e facendo avvicinare alla terapie persone che, pur soffrendo di depressione, aveva problemi a intraprenderle per le difficoltà d'uso dei farmaci precedenti. Come capostipite può ancora dare il suo contributo, anche se sono stati introdotti nel tempo antidepressivi più efficaci e sicuri».