Public Affairs, professionisti del lobbying in sanitÓ allo scoperto

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Presentato a Roma il “Public Affairs Monitor”, ricerca realizzata da Medipragma per conto di PAA-Public Affairs Association, l’associazione dei professionisti delle relazioni istituzionali e della lobbying che operano nel settore della sanità, rappresentante dell’Italia, insieme alla Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), in seno all’organizzazione internazionale Global Alliance for Public Relations and Communication Management.

L’indagine, volta a individuare i punti di forza e le aree di miglioramento in grado di permettere a un’associazione attiva nel settore del Public Affairs (PA) in sanità di porsi quale valido partner dei propri interlocutori istituzionali, è la prima di questo genere svolta in Italia. Sono state realizzate, nel mese di aprile 2011, 109 interviste a parlamentari/politici (52,4%), rappresentanti di società scientifiche (16,8%), giornalisti (16,8%), responsabili di associazioni consumatori e di pazienti (14,0%). Dalle interviste si evince come attualmente le Agenzie di relazioni pubbliche siano ritenute la categoria professionale più attiva nei PA in sanità (92% delle citazioni), seguite dalle aziende farmaceutiche (86%) e dalle associazioni di categoria (62%).

Lo Studio ha permesso l’individuazione di 4 dimensioni in cui si concretizza l’attività dei PA in Sanità: gestione del rapporto con i media, attraverso il quale garantire la visibilità, soprattutto in termini di “tradizione nel settore”, mantenendo al tempo stesso un profilo di elevata eticità e correttezza; implementazione di una rete di public interaction, attraverso cui sviluppare e consolidare rapporti con i diversi stakeholder (istituzioni, pazienti, specialisti, ecc.); costruzione di una solida reputation; realizzazione di attività di political interaction, contribuendo ai lavori delle commissioni parlamentari e collaborando con il Ministero della Salute nella definizione delle politiche sanitarie. ‘Solo la condivisione delle regole, dell’etica e dei criteri di gestione delle attività permetterà di creare una cultura consolidata, riconosciuta e accettata dei Public Affairs, soprattutto in ambito sanitario”, tiene a sottolineare Claudio Cricelli, Presidente Public Affairs Association.

Emerge dall’indagine che coloro che operano in tale ambito sono visti come altamente professionali e competenti, ma carenti dal punto di vista dell’eticità e dell’impegno in attività educazionali. ‘Ne consegue la contingente necessità di implementare la public interaction, attraverso un coordinamento delle azioni di PA in sanità, in modo da agire portando avanti interessi di un’intera categoria piuttosto che di una singola realtà aziendale o istituzionale e, sottolineando con forza l’importanza di un Regolamento’. Dichiara Antonio Tomassini, Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato e Presidente del Comitato etico garante della PAA.

Questo passaggio si compie attraverso la definizione di linee guida condivise e l’adozione di un codice etico in grado di regolamentare le attività di PA. Particolarmente utile risulta  l’istituzione di un Registro in grado di garantire anche la formazione professionale degli iscritti. “Ciò è ancora più vero, alla luce del dibattito sul lobbismo apertosi in questi giorni nel nostro Paese, da cui è facile constatare come il termine ‘Public Affairs’ o ‘Lobbying’ venga spesso utilizzato con una connotazione negativa per indicare un'attività di pressione indebita sulle Istituzioni”, aggiunge Federico Serra, Vice Presidente Public Affairs Association. “Naturalmente – prosegue – un Registro dovrebbe tenere conto anche dei recenti provvedimenti adottati in ambito di Commissione e Parlamento Europeo e del confronto con gli esperti del settore. Bisogna evitare derive emotive che portino a limitazioni irrazionali”.

Nel contesto dell’esigenza di disciplinare l’attività di lobbying, secondo l’indagine, è risultata essere estremamente positiva l’attività finora svolta dalla Public Affairs Association: il 78% degli intervistati ha infatti affermato di essere venuto a conoscenza di recenti iniziative organizzate da Associazioni di PA in Sanità, ricordando come organizzatore proprio la PAA. “La Public Affairs Association mira a promuovere una cultura etica nell’ambito delle relazioni istituzionali tra pubblico e privato, candidandosi a diventare un importante luogo di incontro e di confronto, di aggiornamento e condivisione delle informazioni, per chi segue le attività di lobbying in ambito sanità, un, se non il, settore chiave nelle politiche governative in ambito socio-economico e comporta scelte ed interazioni che investono non solo i decisori politici, ma anche il settore privato, pubblico e scientifico,” conclude Cricelli.

Il 3° Convegno Nazionale della Public Affairs Association è stata anche l’occasione per la consegna dei Public Affairs Awards 2011, alle sei categorie in lizza: l’AGE.NA.S (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) ha ricevuto il premio ‘Istituzioni’, l’Ospedale Sacco di Milano quello ‘Ospedali’, la Lega del Filo d'Oro per le ‘Associazioni di volontariato’, Novo Nordisk quello dedicato alle ‘Imprese’, Assogenerici è risultata vincitrice tra le ‘Associazioni professionali’, Farmacia Celesia Group tra le  ‘Farmacie e distributori’ e Associazione Medici Diabetologi per la categoria ‘Società scientifiche’.
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