Ricerca e sperimentazione, le nuove responsabilità del farmacista del Ssn

Al tema della "Sperimentazione clinica applicata: il farmacista di ricerca" è stata dedicata una delle sessioni più affollate e seguite del 38° Congresso Sifo, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, in corso di svolgimento a Roma.

Il ruolo della sperimentazione clinica e della ricerca in questi ultimi anni ha assunto una nuova e trainante importanza nell'ambito del farmaco e dell'healthcare. Lo sviluppo di terapie efficaci - che stanno esprimendo un rinnovato, positivo ed efficace slancio - passa attraverso trials che mettono alla prova le nuove idee scientifico-terapeutiche, tramite osservazione, misurazione, classificazione dei dati ed interpretazione dei risultati basandosi su criteri di rilevanza scientifica, realizzabilità etica e correttezza metodologica.

Proprio al tema della "Sperimentazione clinica applicata: il farmacista di ricerca" è stata dedicata durante il 38° Congresso Sifo, la Società dei farmacisti ospedalieri e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie, una delle sessioni più affollate e seguite del simposio dei farmacisti ospedalieri in corso di svolgimento a Roma.

Quale è il ruolo del farmacista ospedaliero in questo ambito che oggi si presenta come particolarmente "dinamico", visti i tanti nuovi trials e la rinascita della ricerca indipendente nel nostro Paese? "L'ambito della Sperimentazione Clinica sulla quale il Farmacista Ospedaliero e la SIFO stanno concentrando la loro attenzione", risponde Andrea Marinozzi, coordinatore dell'area Sperimentazione clinica, farmaci e dispositivi medici della SIFO e direttore farmacista degli Ospedali Riuniti di Ancona, "è attualmente - e sarà sempre di più - quello della realizzazione di protocolli sperimentali in particolare di tipo osservazionale su Real World, in senso trasversale e su tutti gli ambiti dove il farmacista ospedaliero stesso opera".

Interessante notare che la figura dello specialista può assumere oggi una doppia valenza, visto che si parla sia di "Farmacista di Ricerca" che di "Farmacista Ricercatore": perché SIFO vuole porre chiarezza su questa duplice figura-professionalità? "Perché il Farmacista Ospedaliero è coinvolto nell'ambito della ricerca clinica su due fronti", precisa Marinozzi, "uno quello della gestione e logistica dei protocolli sperimentali, dove interpreta il ruolo di 'Farmacista di Ricerca'; l'altra sua funzione è quella che si esprime nell'effettuare e realizzare protocolli sperimentali per migliorare la pratica clinica quotidiana, e questo è il Farmacista Ricercatore".

Alla sessione congressuale dedicata alla ricerca, hanno partecipato anche Nino Cartabellotta (GIMBE), che da anni sta analizzando i dati dei trials alla luce di trasparenza scientifica basata sull'evidenza, e Giorgio Minotti (Università Campus Bio-Medico, Roma) che ha dedicato il suo focus alla ricerca No Profit, uno degli argomenti più dibattuti e delicati per la ricerca scientifica del nostro Paese, ambito rimesso in movimento anche grazie ai bandi per la ricerca indipendente sviluppati dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Voci differenti, queste ultime, che hanno confermato l'approccio collaborativo e multidisciplinare con cui si sta sviluppando il 38° Congresso SIFO. Quale nuova relazione può e deve nascere tra le varie professionalità della ricerca affinché l'intero sistema della sperimentazione clinica ne tragga vantaggio? "In una sanità sempre più multidisciplinare", risponde Marinozzi, "la relazione chiave che può nascere deve essere quella che realizza una collaborazione, condivisione e concertazione sempre più attiva e proattiva fra tutte le figure del sistema sanitario. Questo ha l'obiettivo comune di realizzare una sanità 'paziente-centrica' sempre più razionale, appropriata ed economicamente sostenibile in un periodo come quello attuale con una logica continua di spending review da una parte e di forte e complessa innovazione terapeutica dall'altra".

In questo scenario il Farmacista come massimo "esperto del farmaco" svolge anche un ruolo essenziale all'interno dei Comitati Etici. La più recente normativa in tema di sperimentazione clinica controllata impone l'implementazione da parte del farmacista di competenze e conoscenze sempre più specifiche e mirate relative alla valutazione dei trial clinici ed alla metodologia. Non a caso il simposio ha contenuto riferimento al nuovo Regolamento europeo delle sperimentazioni cliniche. Il Regolamento (n. 536/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, sulla sperimentazione clinica di medicinali per uso umano) pubblicato nell'aprile del 2014, entrerà in vigore non più nell'autunno del 2018, bensì nel 2019 ed arriverà a normare aspetti sino ad ora delicati e critici dei trials, tra cui la gestione del farmaco sperimentale in ambito ospedaliero, la sperimentazione clinica con i dispositivi medici e la sperimentazione in ambito pediatrico.