Roma, seconda edizione di #afiancodelcoraggio, concorso letterario dedicato alla sclerosi multipla

Marco, Giuseppe, Matteo, Arturo, sono loro i protagonisti della serata di premiazione della seconda edizione di #afiancodelcoraggio, il premio letterario ideato da Roche che si caratterizza per la prospettiva inedita: raccogliere storie di uomini - padri, mariti, compagni, figli, fratelli, amici, colleghi - che ogni giorno sostengono e accompagnano le donne in lotta contro la sclerosi multipla (SM).

“Il racconto, la storia, l’emozione riesce a fare di più della divulgazione scientifica che spesso non arriva alle persone”. Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine della serata di premiazione della seconda edizione di #afiancodelcoraggio, organizzata a Roma da Roche. Un concorso letterario che raccoglie storie di uomini al fianco di donne che combattono la battaglia contro la sclerosi multipla.

Marco, Giuseppe, Matteo, Arturo, sono loro i protagonisti della serata di premiazione della seconda edizione di #afiancodelcoraggio, il premio letterario ideato da Roche che si caratterizza per la prospettiva inedita: raccogliere storie di uomini – padri, mariti, compagni, figli, fratelli, amici, colleghi – che ogni giorno sostengono e accompagnano le donne in lotta contro la sclerosi multipla (SM).



Malattia cronica che colpisce il  sistema nervoso centrale, può causare l’interruzione dei segnali tra il cervello, il midollo spinale e i nervi ottici, portando a una vasta gamma di sintomi. In Italia oggi sono circa 114.000 le persone che convivono con sclerosi multipla, diagnosticata nella maggior parte dei casi tra i 20 e i 40 anni, con una diffusione doppia nelle donne.

E se gli uomini affidano alla carta stampata le loro emozioni, sono le donne ad essere al centro delle storie ricevute, come Simona M. insegnante di scuola media che ama la vela e vive per il mare, o Francesca che ha lavorato per 18 anni in una profumeria e ora lavora in un negozio di abbigliamento nonostante la malattia,  o ancora Francesca D. che da un piccolo paese della Puglia si è trasferita a Milano per frequentare corsi di formazione nell’ambito della ristorazione.

Sono loro le protagoniste dei tre racconti finalisti, arrivati alla serata di premiazione con un percorso articolato che, novità assoluta di questa seconda edizione del Premio, ha previsto anche la votazione diretta di una giuria popolare che, attraverso il meccanismo dei like sul sito dell’iniziativa, ha indicato le proprie preferenze: ben oltre 5.000.

Tra le 10 storie che hanno raccolto più like, la giuria tecnica ha selezionato le tre finaliste che stasera saranno presentate, interpretate e supportate ognuna da un padrino di eccezione: Cristiana Capotondi, Vincenzo Salemme e Massimo Ghini.

Il racconto prescelto diventerà uno spot di sensibilizzazione sociale, realizzato con la Lotus Production, che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane nel mese di ottobre 2018.

“Attraverso il racconto si riesce anche a comprendere in modo emozionale che cosa significa la malattia e si sdogana allo stesso tempo il fatto di avere una patologia – ha sottolineato il ministro – Quando ti ammali si ammala anche la famiglia insieme a te, e quindi anche la normalizzazione della malattia è un aspetto importante: comprendere che la patologia è una parte della nostra vita, e non ci definisce per quello che siamo”.

“Il premio #afiancodelcoraggio ha l’ambizione di cambiare la lente attraverso cui guardare all’esperienza della malattia – afferma Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Italia – La sclerosi multipla è sì una patologia di genere (3 pazienti su 4 sono donne), ma dove il ruolo di un uomo è fondamentale. Se paragoniamo la diagnosi di un tumore femminile a uno tsunami che travolge la vita delle persone colpite e di chi sta loro accanto, quella di sclerosi multipla è più simile a una marea che monta adagio, ma inarrestabile. Quali pensieri, quali sentimenti prova un uomo di fronte a tutto ciò e come percorre un cammino lento, ma già scritto? Le storie con cui in questi mesi ci siamo confrontati ci hanno insegnato una cosa: difficoltà, dolore, rabbia si accompagnano ad una sorprendente energia, voglia di vita, “normalità” di sentimenti profondi e quotidiani. Lavorare per un’azienda che grazie ai suoi farmaci si impegna per migliorare, e cambiare la storia, la vita, il futuro di tante donne ci inorgoglisce e ci fa sentire parte integrante di queste storie di vita”.

“La realtà della Sclerosi Multipla sta cambiando e con essa la qualità della vita delle persone con SM – afferma Angela Martino, presidente Nazionale AISM – È fondamentale che tutti siano sensibilizzati e informati in modo serio e corretto, per sfatare falsi miti da un lato e per riconoscere sintomi subdoli e invalidanti che spesso interferiscono prepotentemente nella quotidianità”.
La Giuria tecnica indipendente ha assegnato anche due menzioni speciali: al giornalista Alessandro Panini Finotti per il libro “Mie belle lune perdute, ovvero cronaca di un dolore” e ad… Arturo. Arturo è un bambino che ha voluto mandare il suo racconto di come vede la sua mamma con la SM. Il suo modo di parlare di lei e della loro vita insieme, così vero, leggero e positivo, pur non potendo entrare in concorso per via dell’età, ha colpito il cuore di tutti i giurati.

“Il ruolo della giuria non è stato facile – commenta Gianni Letta, presidente della Giuria – Ci siamo confrontati con il vissuto doloroso e toccante dei candidati, sebbene fossimo chiamati a valutare i racconti su parametri stabiliti dal bando, in grado di individuare lo scritto più adatto ad essere trasformato in un video. Ritengo che questo Premio abbia il pregio di contribuire davvero a rafforzare il dialogo tra uomo e donna nel percorso della malattia e credo che il significato dell’iniziativa sia tutto nel suo nome: #afiancodelcoraggio. È bello, suggestivo, efficace e capace di raccontarne l’essenza: condividere la forza, il supporto, l’energia necessari per vivere la malattia (quest’anno, una patologia progressiva come la SM) con quel carico di vita e di tenacia che soli possono permettere di non farsene schiacciare”.