Scoperta la struttura dell'integrasi, enzima chiave per l'Hiv

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Importante passo in avanti nella lotta contro l'infezione da Hiv. Dopo 20 anni di studi un gruppo di ricercatori britannici e statunitensi ha individuato la struttura dell'integrasi, uno dei tre enzimi responsabili della diffusione dell'Hiv.  Lo studio, coordinato da Peter Cherepanov dell'Imperial College London, è stato condotto con scienziati della Harvard University ed è appena stato pubblicato sulla rivista Nature.

La scoperta potrà consentire la messa a punto di nuovi farmaci antiretrovirali più efficaci. I ricercatori sono riusciti a sviluppare un cristallo di alta qualità, copia perfetta dell'integrasi, il passepartout che permette al virus, responsabile dell'Aids, di copiare il suo codice genetico nel Dna del paziente infettato, replicandosi e colonizzando l'organismo ospite.

In terapia sono già disponibili due farmaci inibitori dell'integrasi, (raltegravir di Merck & Co, già in commercio,  ed elvitegravir di Gilead Sciences, ancora in fase di studio), capaci di bloccare l'attività dell'enzima. Essi sono però stati sviluppati su base empirica, senza la conoscenza dell'enzima  ma grazie all'evidenza che impedivano all'integrasi di svolgere il suo ruolo.  Grazie alla scoperta sarà possibile meglio conoscere il preciso meccanismo d'azione dei due farmaci e svilupparne di nuovi, ancora più mirati.

Per determinare la struttura tridimensionale dell'enzima è stato necessario realizzare un cristallo di grande qualità. Obiettivo raggiunto dagli scienziati angloamericani dopo quattro anni di ricerche e 40mila tentativi, lavorando su una integrasi di un retrovirus chiamato Pfv (Prototipe foamy virus), molto simile a quella dell'Hiv.

Insieme alla trascrittasi inversa e alla proteasi, l'integrasi è uno dei tre enzimi necessari alla riproduzione e alla propagazione del virus dell'HIV all'interno delle cellule umane.

L'inibizione dell'integrasi previene l'inserimento covalente, o integrazione, del genoma dell'HIV nel genoma della cellula ospite. Tale fase del processo infettivo è uno step critico nella patogenesi dell'HIV perchè previene la formazione della forma "provirus" HIV-1. Il provirus è una tappa necessaria verso la produzione di altri virus, inibendo l'integrasi si previene quindi la propagazione dell'infezione virale.
I genomi dell'HIV, non riuscendo a integrarsi, non possono più indurre la produzione di nuove particelle virali infettive; pertanto, l'inibizione dell'integrazione previene la propagazione dell'infezione virale.

Studio pubblicato su Nature
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