Una guida per aiutare i farmacisti ospedalieri nel delicato mondo dell’Hta, l’Health Technology Assestment, con cui sempre più si troveranno a fare i conti e che può rappresentare uno strumento a sostegno della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

Il mondo dell’Hta non è sempre lineare e spesso per chi ci deve lavorare non è così semplice avere punti di riferimento chiari e univoci. SIFO, la Società dei farmacisti ospedalieri, che già l’anno scorso ha dato vita ad un laboratorio dedicato all’Hta, ha deciso di mettere a punto una guida pratica (una sorta di piccolo “Bignami” per usare un esempio lampante), che spiegasse nel modo più diretto e chiaro possibile come si svolge la procedura di valutazione delle tecnologie, in particolare all’interno delle aziende sanitarie, offrendo un quadro sintetico ma allo stesso tempo esaustivo.

Il testo, che si propone di essere uno strumento per tutti i farmacisti ospedalieri ma non solo per loro, conta 164 pagine ed è s tato stampato in 5.000 copie: in questi giorni è stato presentato e distribuito in anteprima al congresso nazionale SIFO in corso a Catania.

Il manuale è stato curato da Marco Marchetti, responsabile del laboratorio Hta di SIFO ma anche dell’Unità di valutazione delle tecnologie e innovazione del Policlinico Gemelli di Roma, in collaborazione con il professor Americo Cicchetti, presidente della Società italiana di Health Technology Assessment. “Il testo contiene una serie di nozioni teoriche, accompagnate poi da tanti piccoli esempi pratici, e ricostruisce, passo dopo passo, un processo di valutazione per farmaci e dispositivi”, spiega Marchetti. Fornisce inoltre, prosegue, “una serie di riferimenti sia di siti web che di modulistica dove trovare tutte le informazioni necessarie per la procedura di valutazione”.

Nel manuale si prendono in considerazione dispositivi medici, diagnostici e farmaci, che devono essere valutati in termini di efficacia, impatto organizzativo (sia dal punto di vista degli operatori sanitari che della struttura sanitaria) ed economico. Ci sono poi anche gli aspetti legali, che un farmacista che si accin ge ad iniziare una valutazione di Hta deve conoscere e saper valutare.

“Se si vuole continuare a garantire l’universalità del nostro Sistema sanitario è fondamentale facilitare la traduzione dei progressi scientifici innovativi in tecnologie che soddisfino adeguate normative, velocizzino l’accesso dei pazienti a terapie efficaci e che siano, altresì, economicamente sostenibili”, afferma Laura Fabrizio, presidente di SIFO, che prosegue: “Si impone quindi la necessità di diffondere la cultura della valutazione delle tecnologie sanitarie, propedeutica alla loro adozione nella pratica dei servizi prendendo in considerazione sia gli aspetti clinici sia quelli economici, organizzativi, etici e sociali”. In questo contesto “il farmacista delle aziende sanitarie rappresenta una figura professionale particolarmente strategica in quanto, per le sue peculiarità, può essere considerato un “ponte” tra il mondo clinico e quello tecnico-amministrativo”.

E’ proprio questo che ha convinto la Società dei farmacisti ospedalieri ad istituire un laboratorio di Hta, nato nel 2014, la cui mission è promuovere e diffondere la cultura della metodologia dell’Hta attraverso la realizzazione di progetti di studio e di ricerca, nonché di attività di formazione teorico-pratica nell’ambito della valutazione dei farmacie dei dispositivi medici, in riferimento al contesto nazionale e internazionale. Ora, dopo un anno di lavoro, SIFO ha deciso di produrre un manuale di riferimento. ”Questa monografia- spiega l’autore Marco Marchetti- per la completezza dei contenuti, la chiarezza del testo e i riferimenti a esempi pratici, rappresenta un vero e proprio strumento operativo che potrà essere utilizzato non solo dai farmacisti ma da tutti i professionisti sanitari e dagli amministratori”.

L’obiettivo è aiutarli a “svolgere il difficile compito di governare l’introduzione di nuove e spesso più costose tecnologie nelle aziende sanitarie ma anche l’inserimento di quelle innovative cost-saving, nonché di saper gestire il disinvestimento per tecnologie ormai obsolete”, conclude Marchetti.