“Siamo a favore delle cure compassionevoli, non delle terapie somministrate per compassione. La vicenda Stamina deve essere ricondotta al tema centrale dell’appropriatezza, che interessa direttamente i medici di medicina generale, tutori della sostenibilità del sistema sanitario. Non possiamo derogare a un principio fondamentale: servono forti evidenze scientifiche a sostegno dell’efficacia dei farmaci. Solo così possiamo ridurre gli sprechi”.

Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), commenta il caso Stamina riconducendolo al tema più ampio dell’equità del sistema.
“Le terapie non efficaci – continua il dott. Cricelli -, anche se suscitano compassione, non possono essere rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale, perché verrebbero lesi i diritti di milioni di cittadini. Abbiamo chiesto ai nostri soci di segnalare tutti i casi in cui vengano richiesti trattamenti fuori da qualunque validazione scientifica. Ci impegniamo a spiegare ai nostri assistiti i motivi per cui un farmaco, indipendentemente dal fatto che possa suscitare illusioni, non venga rimborsato. La regola generale è che siano erogati solo i trattamenti utili ed efficaci. Difendiamo il sistema contro lo spreco di risorse, altrimenti rischia di scomparire il Servizio Sanitario Nazionale. In questi anni i medici di medicina generale si sono accollati l’onere di contribuire pesantemente all’appropriatezza dell’uso dei farmaci. Più volte abbiamo dovuto spiegare ai nostri pazienti i motivi per cui alcune cure dovessero essere pagate e non fossero più a carico del sistema. Siamo consapevoli che per i cittadini è difficile comprendere i complicati meccanismi di rimborsabilità”.

“E negli ultimi anni – conclude il dott. Cricelli - abbiamo offerto un contributo decisivo nel far emergere la questione delle malattie rare, che spesso provocano maggiori sofferenze perché non hanno una cura.