Pochi giorni fa a Milano si sono riuniti alcuni esperti per fare il punto sull'utilizzo di cetuximab a 9 mesi dall'approvazione dell'Aifa in associazione con la chemioterapia standard, nel trattamento di prima linea dei pazienti colpiti da tumore metastatico del colon retto caratterizzato da gene KRAS non mutato (wild type).  Secondo tumore per incidenza e mortalità nei Paesi europei, in un paziente su quattro questa neoplasia è diagnosticata quando già presenta metastasi ad altri organi. In Europa, ogni anno, si verificano circa 300.000 nuovi casi di tumore del colon retto 3. ll tasso di sopravvivenza per questa patologia a 5 anni, nei pazienti che non sono sottoposti a chirurgia delle metastasi, è solo del 5%.

"Numerosi studi clinici - ha dichiarato Fortunato Ciardiello, Professore Ordinario di Oncologia Medica della Seconda Università di Napoli - hanno evidenziato l'efficacia di cetuximab nella cura del tumore metastatico del colon retto. Anche la rivista internazionale Lancet Oncology ha recentemente pubblicato alcuni importanti risultati dello studio CELIM  che hanno dimostrato come, in pazienti colpiti da questa patologia con metastasi epatiche inizialmente non operabili e con tumore avente il gene KRAS non mutato, il trattamento con cetuximab in aggiunta alla chemioterapia ottiene un elevato tasso di risposta (in circa il 70% dei pazienti trattati). Non solo: questa terapia mette il 33% dei pazienti ritenuti inoperabili alla diagnosi (1 paziente su 3) in una condizione tale da poter ricevere un intervento chirurgico radicale sulle metastasi epatiche, condizione indispensabile per una eventuale guarigione."

Questo farmaco riesce a bloccare il recettore del fattore di crescita epidermico, l'EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor). Questo particolare recettore è iperespresso in alcune neoplasie e, attivando un complesso processo di crescita cellulare, è il responsabile della progressione della malattia, dell'aumento delle metastasi, della scarsa risposta al trattamento e della minor sopravvivenza.
Nel tumore metastatico del colon retto, questo processo di crescita cellulare della neoplasia coinvolge una proteina codificata dal gene KRAS.
Cetuximab è in grado di bloccare l'EGFR e, quindi, tutto il processo a valle, in presenza del gene KRAS non mutato (lo stato mutazionale del KRAS può essere facilmente individuato attraverso un semplice test genetico del tessuto tumorale) .
Per questo motivo, il farmaco è somministrato solo a quei pazienti in cui il tumore presenta KRAS non mutato ed associato in prima linea alla chemioterapia standard, risultando altamente efficace.

Ad oggi, a distanza di 9 mesi, si stima che solo circa il 30% dei pazienti con tumore del colon retto metastatico siano sottoposto al test per individuare lo stato mutazione del KRAS. I centri italiani che lo effettuano non hanno una collocazione precisa, ma sono sparsi un po' a macchia di leopardo.
Si tratta di un test non particolarmente complesso nella sua esecuzione, che può essere effettuato nei laboratori di anatomia patrologia e di biologia molecolare. Fattori organizzativi (chi lo fa? come ci si coordina?) e tariffari e medico-legali, stanno limitando la sua applicazione che si spero entro non molto tempo possa essere disponibili per tutti i pazienti di questo tipo. Fare il test significa pianificare meglio le terapie e dare le stesse opportunità di cura a tutti i pazienti.

Secondo il Professor Roberto Labianca, Direttore Dipartimento di Oncologia ed Ematologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo "la possibilità di selezionare i pazienti che risponderanno meglio ad un trattamento è un traguardo molto importante della ricerca scientifica che permette al medico oncologo di personalizzare la terapia in base al profilo genetico del tumore.