Hiv, successo a lungo termine della quadrupla terapia orale di Janssen se iniziata presto

La terapia antivirale combinata per l'Hiv in monosomministrazione orale giornaliera composta da darunavir, cobicistat, emtricitabina e tenofovir (Symtuza, Janssen) ha ottenuto buoni risultati a lungo termine nello studio avanzato di fase III DIAMOND. I risultati sono stati presentati all'American Conference for the Treatment of Hiv che si è svolto a Miami, in Florida.

La terapia antivirale combinata per l’Hiv in monosomministrazione orale giornaliera composta da darunavir, cobicistat, emtricitabina e tenofovir (Symtuza, Janssen) ha ottenuto buoni risultati a lungo termine nello studio avanzato di fase III DIAMOND. I risultati sono stati presentati all’American Conference for the Treatment of Hiv che si è svolto a Miami, in Florida.

Lo studio prospettico multicentrico a 48 settimane DIAMOND, a braccio singolo e in aperto, ha valutato la sicurezza e l'efficacia dell’avvio rapido della terapia combinata in singola somministrazione giornaliera in pazienti con Hiv reclutati entro 14 giorni dalla diagnosi, prima che fossero disponibili i risultati dei test di laboratorio e l’esito dei test genotipici per la valutazione delle resistenze virali.

«Un avvio rapido del trattamento antiretrovirale sta diventando uno standard di cura per i nuovi pazienti affetti da Hiv ha il potenziale per migliorare i risultati della terapia e di aumentare le probabilità di aderire al trattamento e di continuare la cura nel tempo», ha detto Moti Ramgopal del Midway Immunology and Research Center Ramgopa, aggiungendo che nello studio DIAMOND un'alta percentuale di pazienti ha ottenuto cariche virali non rilevabili inferiori a 50 c/ml dopo 48 settimane.

Carica virale non rilevabile a lungo termine
Secondo quanto comunicato dalla compagnia, l'84% dei 190 pazienti con infezione da Hiv ha raggiunto una carica virale non rilevabile inferiore a 50 c/ml dopo 48 settimane, mentre si sono verificati fallimenti virologici solo nell’8% dei casi. Un endpoint secondario ha inoltre mostrato che il 97% dei soggetti ha rivelato di essere soddisfatto del trattamento.

Un'analisi che non ha incluso pazienti con dati mancanti, ha mostrato che il 96% dei soggetti aveva cariche virali non rilevabili e il 100% ha raggiunto cariche virali inferiori a 200 c/ml alla settimana 48.

La terapia è stata ben tollerata e non sono stati riportati eventi avversi gravi correlati al trattamento. Gli effetti collaterali più comuni (> 2%) sono stati diarrea, nausea, rash, vomito e stanchezza. Un partecipante ha abbandonato lo studio a causa di eventi avversi.

Avvio rapido del trattamento
Richard Nettles, responsabile medico per le malattie infettive in Janssen, ha ribadito che la società è impegnata nello sviluppo di soluzioni che abbiano il potenziale per «cambiare il paradigma terapeutico per le persone che vivono con l'Hiv».

«Lo studio DIAMOND riflette i reali scenari clinici che i medici affrontano oggi, compresa la necessità di iniziare un trattamento prima che siano disponibili i risultati dei test di laboratorio o di quelli di resistenza basale, e sottolinea i benefici che questo modello di assistenza può portare ai nuovi soggetti con diagnosi di Hin» ha aggiunto. «Symtuza è l'unico regime a singola compressa studiato in un trial clinico di fase III nell’avvio rapido della terapia che ha dimostrato di poter essere un’opzione terapeutica nei soggetti naive al trattamento per l’Hiv».

Il farmaco ha ottenuto l'approvazione dalla Fda statunitense nel 2018 per il trattamento dell'infezione da Hiv negli adulti senza storia precedente di trattamento antiretrovirale o in soppressione da almeno 6 mesi, senza resistenze note a darunavir o tenofovir. In Europa è stato autorizzato nel 2017 per il trattamento dell'infezione da Hiv negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni con un peso corporeo di almeno 40 kg.

Quadruplice terapia
Si tratta della prima terapia che contiene un inibitore delle proteasi, darunavir, all’interno di una combinazione in singola compressa. Darunavir ha una elevata efficacia e il suo assorbimento viene aumentato dal cobicistat, a cui si aggiungono due inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa, emtricitabina e tenofovir.

La versione più recente di tenofovir, sotto forma di alafenamide fumarato rispetto al precedente disoproxil fumarato, comporta una riduzione degli effetti collaterali a livello renale e della densità ossea, che sono frequenti in caso di co-somministrazione con gli inibitori delle proteasi.

Grazie alla presenza di darunavir, che ha un’elevata barriera genetica, questa terapia rappresenta un’opportunità come trattamento iniziale e immediato dal momento che non induce resistenze virali in caso di fallimento e garantisce la possibilità di usare le altre classi di farmaci nel corso della vita del paziente.

Huhn GS, et al. Darunavir/cobicistat/emtricitabine/tenofovir alafenamide rapid initiation for HIV-1 infection. Primary analysis of the DIAMOND study. Presented at: American Conference for the Treatment of HIV; April 11-13, 2019. Miami.