Negli pazienti adulti affetti da disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) l'aggiunta di buspirone ad atomoxetina non offre un miglioramento significativo rispetto alla monoterapia con atomoxetina, pur rimanendo superiore al placebo. È questa la conclusione di uno studio di fase II, controllato, randomizzato e in doppio cieco, della durata di 8 settimane, pubblicato di recente sul Journal of Clinical Psychiatry.

L’atomoxetina ha dimostrato di essere un farmaco utile per il trattamento dell’ADHD. Anche il buspirone, un ansiolitico non benzodiazepinico, ha dimostrato una certa efficacia in questo disturbo, ma finora non era mai stato studiato come terapia aggiuntiva.

Per farlo, gli autori hanno arruolato 241 pazienti adulti con ADHD e li hanno randomizzati in rapporto 2:2:1 al trattamento con atomoxetina e buspirone tre volte al giorno, la sola atomoxetina due volte al giorno oppure placebo. La misura principale di efficacia era il punteggio dell’ADHD Investigator Symptom Rating Scale (AISRS) nell’adulto.

Nel periodo in studio, la riduzione del punteggio totale dell’AISRS è risultata significativamente maggiore con la combinazione dei due farmaci rispetto al placebo (riduzione media: 18,4 contro 14,5).

La riduzione del punteggio medio totale dell’AISRS è stata numericamente superiore anche per la combinazione rispetto alla sola atomoxetina (18,4 contro 17,3), tuttavia, la differenza tra i due gruppi è risultata significativa solo dopo 4 settimane.

Sia la monoterapia con atomoxetina sia l’associazione atomoxetina più buspirone sono risultate entrambi abbastanza ben tollerate. Tra gli eventi avversi, sono stati riportati comunemente in entrambi i gruppi in trattamento attivo insonnia, nausea, secchezza delle fauci, cefalea e astenia. Le interruzioni a causa di effetti avversi correlati al trattamento sono state il 15,5% nel gruppo trattato con la combinazione dei due farmaci, l’11,3% in quello tratttato con atomoxetina e il 14,9% nel gruppo di controllo.

Gli autori fanno notare che pur in assenza di differenze significative di effetto tra la combinazione di atomoxetina più buspirone rispetto alla monoterapia con atomoxetina, le differenze qualitative sono quasi sempre risultate a favore della terapia di combinazione.

Per questo concludono che la terapia combinata potrebbe essere "di qualche beneficio per i pazienti adulti con ADHD” e che l’assenza di un miglioramento significativo emersa dallo studio "non è sorprendente, data l'efficacia documentata di atomoxetina".

S.M. Sutherland, et al. An 8-Week, Randomized Controlled Trial of Atomoxetine, Atomoxetine Plus Buspirone, or Placebo in Adults With ADHD. J Clin Psychiatry 2012. Doi 10.4088/JCP.10m06788
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