Con l’arruolamento del primo paziente Boehringer Ingelheim è soddisfatta di annunciare, in occasione della Giornata Internazionale delle Malattie Rare, l’avvio di uno studio di Fase III (POLO-AMLTM-2) per valutare volasertib, un potente e selettivo inibitore delle polo-like chinasi (Plk), in associazione a chemioterapia, nei pazienti con leucemia mieloide acuta considerati non idonei a una terapia intensiva.


Le leucemie acute sono malattie rare e la leucemia mieloide è il tipo più comune tra queste patologie negli adulti.  
Il 28 febbraio ricorre la sesta giornata internazionale dedicata alle malattie rare, Rare Disease Day, e più di 60 Paesi di tutto il mondo la celebrano per aumentare la conoscenza delle stesse e di coloro che ne sono affetti. Una malattia rara consiste in una patologia potenzialmente fatale o cronica e invalidante che colpisce meno di 5 persone ogni 10.000. 
“Le malattie rare sono spesso diagnosticate in modo errato e persino nei casi in cui la diagnosi è corretta, vi è una forte carenza di opzioni terapeutiche disponibili” dichiara il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim. “L’avvio del trial POLO-AMLTM-2 rappresenta un traguardo significativo se si considera che gli approcci terapeutici per i pazienti con leucemia mieloide acuta, non idonei a una terapia intensiva, sono ancora limitati”.


La leucemia mieloide acuta è caratterizzata da una rapida e incontrollata proliferazione di precursori cellulari anomali del sangue che si accumulano nel midollo osseo e interferiscono con la produzione delle normali cellule ematiche. L’endpoint primario del trial POLO-AMLTM-2 è la risposta obiettiva al trattamento combinato rispetto alla sola chemioterapia. L’endpoint secondario principale è la sopravvivenza complessiva.


Lo studio è stato avviato a seguito dei risultati positivi emersi da uno studio di Fase II che ha dimostrato tassi elevati di risposta obiettiva e un incremento della sopravvivenza libera da eventi nei pazienti che hanno ricevuto volasertib* in associazione a chemioterapia, rispetto alla sola chemioterapia.  


“Boehringer Ingelheim è attiva nello sviluppo di molecole innovative che migliorino le vite dei pazienti ed è fortemente impegnata nella ricerca e nello sviluppo di terapie per le malattie orfane†” conclude il professor Klaus Dugi.


Oltre alla leucemia mieloide acuta, l’azienda sta studiando possibili terapie per altre malattie rare, inclusa la fibrosi polmonare idiopatica (FPI), una patologia respiratoria cronica, gravemente debilitante con prognosi infausta. La FPI è caratterizzata da una progressiva perdita della funzionalità respiratoria che, a 2-3 anni dalla diagnosi, porta alla morte di circa la metà della popolazione di pazienti.


Nintedanib è un inibitore di tirosin-chinasi (TKI) a piccola molecola, che ha come bersaglio i recettori dei fattori di crescita che hanno dimostrato di essere potenzialmente coinvolti nella patogenesi della fibrosi polmonare.
Gli studi pivotal di Fase III INPULSISTM-1 e INPULSISTM-2 hanno completato il reclutamento dei pazienti e sono in corso in centri di studio di tutto il mondo, per valutare gli esiti clinici nei pazienti con FPI trattati con nintedanib*.


I trial di Fase III INPULSISTM mirano ad ottenere i risultati promettenti dello studio di Fase II TOMORROWTM, che ha dimostrato un trend positivo nel ridurre il declino della funzionalità respiratoria nei pazienti con FPI trattati con nintedanib* 150mg, assunto due volte/die, rispetto al gruppo di controllo.   Inoltre, la molecola ha ottenuto la definizione di farmaco orfano nel giugno del 2011 dall’Autorità statunitense Food and Drug Administration e nel settembre dello stesso anno anche dal Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese.


Volasertib
Volasertib, un inibitore sperimentale della polo-like chinasi (Plk), è attualmente in fase di studio per la leucemia mieloide acuta oltre ad essere una delle numerose molecole che Boehringer Ingelheim sta attualmente valutando attraverso studi clinici per vari tumori.


Tra gli studi in corso dedicati all’inibizione del ciclo cellulare, il programma di studi clinici relativi a volasertib* è quello in fase più avanzata. Boehringer Ingelheim è una delle prime aziende a far progredire lo sviluppo clinico degli inibitori della Plk.


Lo scopo di volasertib è quello di inibire l’attività della polo-like chinasi (Plk). La Plk1 – la più rappresentativa delle 5 chinasi Plk conosciute - è un enzima che regola la divisione cellulare (mitosi), inibizione destinata a provocare l’arresto prolungato del ciclo cellulare e, alla fine, la morte cellulare (apoptosi).  


Leucemia mieloide acuta (LMA)
Nonostante la leucemia mieloide acuta sia uno dei più comuni tipi di leucemia negli adulti, rappresentando un terzo di tutte le leucemie degli adulti nel mondo occidentale, è un tipo raro di cancro del midollo osseo e del sangue. 
L’incidenza annuale della patologia negli adulti europei è di 5-8 casi ogni 100.000 persone e ogni anno si contano 4-6 decessi ogni 100.000.  La LMA ha una delle più basse percentuali di sopravvivenza tra tutti i tipi di leucemia.

La LMA è una malattia principalmente dell’età adulta; l’età media delle nuove diagnosi è di 65 anni. 1 Nei pazienti la prognosi peggiora con l’avanzare dell’età, con una sopravvivenza media di 6 mesi o meno dopo la diagnosi nei pazienti anziani non idonei a una terapia intensiva di induzione della remissione della malattia.  


I pazienti più anziani con LMA sono solitamente considerati non idonei a una terapia intensiva di induzione della remissione della patologia (l'approccio terapeutico più comune per i pazienti più giovani), in quanto essa richiede la somministrazione di massicce dosi di chemioterapici, che in molti casi non sarebbe tollerata.


Fibrosi polmonare idiopatica (FPI)
La fibrosi polmonare idiopatica (FPI) è una patologia respiratoria progressiva cronica, gravemente debilitante con prognosi infausta, per la quale, ad oggi, esistono limitate opzioni terapeutiche. La FPI è caratterizzata da progressiva formazione di tessuto cicatriziale polmonare, detto fibrosi, con perdita di funzionalità respiratoria nel tempo. Con il passare del tempo, a mano a mano che il tessuto cicatriziale si ispessisce, i polmoni perdono la capacità di assumere ossigeno e di trasmetterlo, in modo sufficiente, agli organi vitali.
Chi soffre di FPI, pertanto, presenta dispnea, tosse e spesso difficoltà a svolgere le normali attività fisiche quotidiane. 
Nintedanib
Nintedanib è un inibitore di tirosin-chinasi (TKI) a piccola molecola in Fase III di sviluppo da parte di Boehringer Ingelheim, per la terapia della fibrosi polmonare idiopatica (FPI). Ha come bersaglio i recettori dei fattori di crescita che hanno dimostrato di essere potenzialmente coinvolti nella patogenesi della fibrosi polmonare, soprattutto il recettore del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGFR), il recettore del fattore di crescita dei fibroblasti (FGFR) e il recettore del fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGFR). 
Bloccando queste vie di passaggio dei segnali coinvolte nei processi fibrotici, si ritiene che nintedanib possa ridurre la progressione della patologia, rallentando il declino della funzionalità respiratoria.

Nintedanib è in fase di sviluppo clinico anche come opzione terapeutica in ambito oncologico nel tumore polmonare non a piccole cellule, nel carcinoma ovarico, nel tumore del colon-retto e nel carcinoma epatocellulare.