A seguito di una richiesta dell'Fda, Pfizer ha sospeso gli studi clinici in corso su pazienti affetti da artrosi trattati con l'anticorpo monoclonale tanezumab. Questo farmaco sperimentale viene studiato come antidolorifico in diverse patologie, tra cui proprio l'artrosi.

L'alt ai trials, che ha effetto immediato, fa seguito ad alcuni report di peggioramento dell'artrosi tale da rendere necessaria la protesizzazione d'anca nei pazienti che avevano assunto il farmaco. Ad oggi, tale evento non è stato osservato negli studi condotto su altre popolazioni di pazienti che non erano affetti da artrosi.

Tanezumab, noto anche con il nome in codice RN624) è un anticorpo monoclonale diretto contro il Nerve Growth Factor (NGF o Fattore di crescita dei nervi). Il farmaco è stato sviluppato dai laboratori di ricerca Pfizer ed è attualmente in studio per la terapia del dolore su diversi modelli clinici.
Il farmaco viene somministrato ogni 8 settimane per infusione endovenosa .

Tanezumab è in fase II per la terapia di svariate forme di dolore, inclusa la lombalgia cronica, il dolore osseo da cancro e la cistite interstiziale. Il farmaco è invece in fase III per il dolore al ginocchio e all'anca causati dall'artrosi. Sono questi ultimi gli studi sospesi.

Gli studi sospesi sono circa una decina e riguardano sia quelli condotti in pazienti con artrosi sia quelli in cui l'artrosi era una patologia concomitante.
L'Fda ha chiesto all'azienda di presentare una valutazione delle implicazioni di questi eventi avversi rilevati nel programma di studio nell'artrosi anche negli altri programmi di sviluppo clinico.

I dati preliminari erano sembrati particolarmente incoraggianti. Al  recente congresso Eular di Roma, erano stati presentati i primi dati di uno studio di fase III condotto su 690 pazienti affetti da dolore conico al ginocchio causato da artrosi. Questi pazienti non potevano assumere i FANS tradizionali e nemmeno i coxib oppure non avevano ricevuto benefici significativi da queste terapie.
Il trattamento con tanezumab, alla dose di 2,5 mg, 5mg e 10 mg aveva invece ridotto il dolore in misura significativa: a seconda dei dosaggi utilizzati, da 3,15 a 3.62 della scala VAS.

Il Nerve growth factor è una proteina segnale coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso nei vertebrati. Indirizza e regola la crescita degli assoni, tramite meccanismi di segnalazione cellulare.
L'NGF fu scoperto negli anni 50 da Rita Levi-Montalcini, che per circa trent'anni ha condotto studi su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione. Per queste ricerche, nel 1986 la scienziata è stata insignita del Premio Nobel per la medicina.