Eli Lilly ha reso noto che in un trial ancora in corso di svolgimento con il farmaco sperimentale solanezumab in pazienti con Alzheimer, un partecipante ha temporaneamente sviluppato un edema cerebrale. Il paziente ha comunque proseguito con il trattamento una volta superato il problema. A causa del disegno in doppio cieco del trial, non è ancora stato chiarito se il paziente stesse ricevendo il farmaco oppure il placebo.

Il paziente ha sviluppato un edema vasogenico, cioè ha accumulato del liquido  a livello cerebrale che però non ha causato sintomi. Il problema non è stato poi individuato nella scansione cerebrale di follow up.

L'edema vasogenico è dovuto a un aumento delle della permeabilità delle cellule capillari endoteliali per cui il plasma fuoriesce negli spazi extracellulari. Esso è limitato alla sostanza bianca cerebrale. Può essere diagnosticato con una TAC o una RMN cerebrale.

Lo studio è uno di due trial di fase avanzata sul farmaco noti con la sigla EXPEDITION, che hanno arruolato circa 2mila pazienti con età superiore a 55 anni ai quali è stato somministrato il farmaco con una iniezione endovenosa ogni 4 settimane in uno studio controllato verso placebo. Durante questi studi, afferma Eli Lilly, finora non era mai apparso nessun problema riguardante la sicurezza del farmaco.  Il comitato di monitoraggio indipendente dello studio per ora, non ha suggerito nessun cambiamento nella conduzione del trial.

Solanezumab è un anticorpo monoclonale che ha come target la proteina beta amiloide presente in concentrazioni elevate nei pazienti con malattia di Alzheimer, ma il cui ruolo eziopatogenetico è ancora oggetto di discussione.