Alzheimer, memantina aumenta efficacia di donezepil

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La combinazione di memantina e donepezil è più efficace del solo donepezil in pazienti con Alzheimer da moderato a severo. E’ quanto affermato in uno studio presentato in occasione del Congresso della European Federation of Neurological Societies (EFNS) di Budapest.

«Questi due farmaci agiscono su diversi neiroyrasmettitori neurocerebrali ed era pertanto logico cercare di vedere se vi siamo dei benefici derivanti dalla loro combinazione in confront con le monoterapie» ha affermato il  Dr Roy Jones, del RICE Centre, Royal United Hospital, a Bath, nel Regno Unito.
Gli esperti hanno presentato i dati complessivi di due trial della durata di 24 settimane (MEM MD-02 e MEM MD-12) nei quali i pazienti erano stati randomizzati a ricevere donepezil più memantina 20 mg/die o placebo.

I ricercatori esperti hanno valutato i cambiamenti nella funzione motoria attraverso la AD Cooperative Study-Activities of Daily Living scale (ADCS-ADL14), il comportamento attraverso la scala Neuropsychiatric Inventory (NPI) e lo stato generale dei partecipanti attraverso il Clinician's Interview-Based Impression of Change Plus Caregiver Input (CIBIC-Plus).

Dallo studio è emerso che dopo 24 settimane di trattamento, la combinazione di donepezil e memantina era superiore alla monoterapia con donepezil per quanto riguardava la funzione (ADCS-ADL14, 1,14; P =0,003), il comportamento (NPI, -2,50; P =0,012) e lo stato generale dei dei pazienti con Alzheimer (CIBIC-Plus, 0,23; P =0,0006).

In altri studi è stato osservato che la combinazione dei due medicinali è meglio tollerata rispetto alla terapia con il solo donepezil.
La memantina è un antagonista non competitivo del recettore per l'N-metil-D-aspartato (NMDA), il recettore che viene attivato dal glutammato, il principale neurotrasmettitore eccitatorio a livello di corteccia cerebrale e ippocampo, le regioni cognitive e della memoria.

Nei soggetti affetti da demenza, la perdita di neuroni corticali sembra essere correlata ad una aumentata sensibilità o ad aumentati livelli di glutammato. Questo determina un flusso continuo di calcio all'interno dei neuroni, responsabile alla fine della morte delle cellule (fenomeno definito eccitotossicità). In questi pazienti, la memantina eserciterebbe la sua azione bloccando gli effetti di livelli patologicamente elevati di glutammato, comprese le alterazioni della funzionalità neuronale. Questo spiegherebbe l'apparente contraddizione insita nel suo meccanismo d'azione: mentre nei soggetti sani l'antagonismo nei confronti del recettore per l'NMDA può inibire l'apprendimento e la memoria a lungo termine, nei pazienti affetti da demenza il farmaco contrasta la sovrastimolazione glutaminergica che danneggia i neuroni.

Donepezil è un farmaco a lunga emivita (fino a 70 ore) inibitore delle acetilcolinesterasi. È un derivato della piperidina, che inattivando le acetilcolinesterasi aumenta la disponibilità di acetilcolina. Si pensa infatti che la maggior parte dei neuroni che va incontro a degenerazione nell'Alzheimer sia di tipo colinergico.

Effect of Memantine on Key Domains in Patients With Moderate to Severe Alzheimer's Disease Receiving Stable Doses of Donepezil: A Pooled Analysis. Abstract 1290