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Alzheimer, nuovo documento di consenso made in Usa

Un gruppo di ricercatori di primo piano, rappresentanti delle associazioni i pazienti e clinici operanti nel campo della malattia di Alzheimer ha pubblicato un nuovo documento consenso contenente un elenco di obiettivi prioritari da raggiungere e di raccomandazioni per il trattamento e la gestione di questo disturbo.

Questa " roadmap strategica" è pubblicata nel numero di settembre della rivista Alzheimer's and Dementia, e riporta tra le raccomandazioni la necessità di collegare le più recenti scoperte scientifiche sulla malattia di Alzheimer con la cura dei pazienti a livello clinico, di istituire un registro internazionale e di implementare l'utilizzo di biomarcatori per una diagnosi tempestiva della malattia.

"Questo piano risponde alle esigenze di un sistema sanitario davvero responsabile: integrare l’assistenza sanitaria e i servizi sociali così come i programmi di ricerca e di formazione per dare supporto alle persone malate, ai loro famigliari e agli altri caregiver" ha dichiarato l’autrice principale del documento, la geriatra Maria Naylor, direttrice del NewCourtland Center for Transitions and Health presso la Penn School of Nursing di Philadelphia.

"L'Alzheimer è una malattia enorme e complessa e siamo convinti che il pensiero creativo, un riposizionamento dei fondi esistenti, la vigilanza nel ridurre gli sprechi e un focus costante sul rapporto costo-efficacia dei vari interventi contribuiranno a rendere queste raccomandazioni una realtà di cui c’è gran bisogno " ha aggiunto l’autore senior John Trojanowski , direttore dell’AD Core Center della Penn School of Nursing, nello stesso comunicato stampa.

La speranza degli autori è che se si potrà implementare almeno una parte del nuovo piano a livello globale, allora si potranno sviluppare trattamenti preventivi per l’Alzheimer  entro il prossimo decennio.

In un comunicato ufficiale appena diffuso, l’Alzheimer's Association ha detto che alla luce della recente pubblicazione di altri piani simili sulla malattia, è importante che i vari esperti si riuniscano per raggiungere un accordo d’insieme su ciò che deve essere valutato e attuato.

A questo riguardo, gli autori scrivono che gli obiettivi individuati dal gruppo di esperti "rispecchiano quelli enunciati nel United States National Plan to address Alzheimer's Disease (USNPAAD)", che è stato diffuso dal Department of Health and Human Services degli Stati Uniti nel maggio 2012.

Le principali raccomandazioni scaturite dal Ware Invitational Summit, un meeting tenutosi nel giugno scorso, e poi confluite nel nuovo documento di consenso sono le seguenti:
- ridurre il tempo intercorrente tra la sperimentazione di un farmaco e il suo ingresso nella pratica clinica tramite una revisione dell’iter regolatorio, aumentando la concessione di finanziamenti e incentivando lo sviluppo di farmaci per l’Alzheimer;
- istituire un registro sulla popolazione di adulti anziani sia con sia senza demenza;
- sviluppare un sistema che incorpori biomarker genetici, biologici, cognitivi e ambientali, e svilupparne di nuovi;
- proporre una normativa secondo la quale le informazioni acquisite attraverso gli studi sui biomarcatori non possano essere utilizzati dalle assicurazioni o nelle decisioni sulle assunzioni.

"Il nostro piano mira a fornire un'assistenza di buona qualità per i pazienti e le loro famiglie, aumentare la nostra comprensione della fisiopatologia e della storia naturale dell’Alzheimer e delle altre demenze, sviluppare trattamenti efficaci per rallentare o prevenire queste malattie e tradurre con successo i progressi scientifici nella politica sanitaria e nella pratica clinica"scrivono gli autori.

In un editoriale di accompagnamento, Ara S. Khachaturian, PhD, direttore esecutivo di Alzheimer's and Dementia, fa notare che questo nuovo progetto giunge a stretto giro con quelli diffusi di recente dall’USNPAAD, dal National Institutes of Health Alzheimer's Research Summit, dall’Alzheimer's Association's Workgroup sulla National Alzheimer's Project Act (NAPA) Scientific Agenda per un’iniziativa nazionale sull’Alzheimer.

Anche l’editorialista ribadisce, inoltre, che sono necessarie modifiche normative significative per far sì che le aziende siano meno disincentivate a condurre studi di prevenzione e per stimolare lo sviluppo di nuovi farmaci. "Forse l'ostacolo più identificabile è sono le arcaiche leggi sui brevetti, in particolare negli Stati Uniti" scrive Khachaturian assieme ad altri autori.

"La linea di fondo è una chiara necessità di un’attenta valutazione di questi problemi logistici ed economici e, auspicalmente, di soluzioni equilibrate ed eque per tutte le parti in causa”.

Alzheimer's Dement. 2012;8:445-452, 379-380.


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